venerdì 15 maggio 2020

Glossario di parole lisurenche.


Marino Cassini

Qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail dal nostro compaesano Marino Cassini
con la richiesta d'aiuto per un lavoro che sta svolgendo sulle parole in dialetto lisurenco.
Sono certa che collaborerete.
In questo post mi limiterò a scrivere solo le parole inserite nel glossario. 
Il lavoro svolto da Marino è molto più complesso e completo ma è prematura la sua pubblicazione.
Marino scrive:

Cara Roberta  forse sono oggi  l’unico nel mondo  a dire “Grazie corona virus”.
Ma lo dico solamente quando penso  agli arresti domicilari cui mi ha costretto e al tempo libero, un lungo tempo che ho potuto passare davanti al computer a pestare sui tasti. Non ho fatto altro che scrivere e scrivere. E qui finisce il mio  grazie.
Ma adesso debbo ricorrere agli aiuti  di tutti  tuoi lettori. Da qualche mese  sto scrivendo  un mini glossario  dedicato al dialetto lisurenco della mia infanzia e mia unica referente a Isolabona è Marisa la figlia di Nella. 
Ti chiedo: come faccio a sapere se tutte le definizioni da me date ai lemmi elencati  nel  glossario sono giuste; quali altre parole potrebbero essere aggiunte, quali spiegazioni possono essere ampliate.  Basterà che mi vengano segnalati ed io provvederò ad  inserirle.
Ti allego il mio lavoro già fatto.
Rimango in attesa di un tuo parere e per non restar con le mani in mano, riprendo  nel frattempo un  altro lavoro  nato nel periodo Corona virus.
Si tratta di raccontare leggende di popoli di tutto il mondo presenti nel cataloghi filatelici, illustrate attraverso francobolli ad esse dedicate.

Un abbraccio
Marino.

[...]
LE PAROLE DELLA MIA INFANZIA

DIALETTO   LISURENCU

BREVE  GLOSSARIO DI PAROLE DESUETE.
a cura di Marino Cassini
Albisola   Anno  2020

GLOSSARIO

mercoledì 25 marzo 2020

Nomi e soprannomi di famiglia L'Isurenchi.

Era il 12 marzo 2012 quando l'amica Teresa Orrao mi consegnò un foglio con scritto alcuni soprannomi delle famiglie di Isolabona con l'invito di conservarli.
Nel corso degli anni ho arricchito l'elenco grazie alla partecipazione di alcune persone originarie di Isolabona.
Sicuramente ne mancano ma è un inizio, se perdessi il foglio, qui stanno al sicuro!



A
Aureglieta
Ausciagato
Angeri de cotru
Aglio
Ascari

B
Baridui
Beula
Borni
Brusu
Burei
Beiocca
Bricheta
Berurca
Brodo
Buri
Beleti
Bertui
Beduia
Barabina
Bursa gianca
Bulo
Batù

C
Cacagiudizio
Cavagneia
Caretiè
Campanaa
Casala
Carlin
Catò
Coniglio
Cedefin
Cecala
Caramala
Casui

D
Dugiu
De lursu
Dugin
Dragui

F
Fuin
Feruga
Fratin
Firun
Fieri
Ferai
Furbin

G
Gambadouru
Gnassin
Gnianeta
Girri
Ganchin
Gouta
Giani
Giaroti

L
Longhi
L'angeretu
Levre
Lula
Lansaissa

M
Mumina
Mungin
Merleti
Micurin
Minestra
Marchetin
Main
Miò

P
Pipola
Peculu
Piciun
Pulun
Pulanta
Patala
Patante
Picui
Pui

R
Rissa
Rusin
Rafelin
Raeti
Roca
Rusci
Rundelun

S
Scinà

T
Turigio
Tranvai
Tuscaneta
Teresin
Tsta dura
Tamamoia
Tagliarin

U
Umetu
U matu
U bisiu
U pastuu

V
Vurpe



domenica 24 novembre 2019

Non dimentichiamoci la manutenzione del nostro fragile territorio.


La forza dell'acqua.

In queste ore di allerta rossa per rischio idrogeologico, ho fatto alcune riflessioni sul nostro fragile territorio.

Tra le potenzialità turistiche ed economiche dell’estremo Ponente Ligure è certamente la valorizzazione dei colori, dei profumi e dei sapori che la contraddistinguono. 
La flora spontanea che troviamo in questo territorio è unica e, pur avendola sotto gli occhi, ai più risulta nascosta. 
Passeggiando in alcuni periodi dell’anno lungo gli antichi sentieri collinari, che regalano ambienti incredibilmente suggestivi, non è difficile incontrare varietà di flora spontanea che ci dipingono un territorio colorato, profumato e saporito. 
I borghi dell’alta val Nervia e più precisamente: Rocchetta Nervina, Apricale, Isolabona, Pigna, Castel Vittorio e Baiardo si sono resi protagonisti, già dagli anni Venti del secolo scorso, di esperienze economiche legate la raccolta di queste erbe.
Grazie a personaggi come il professor Guido Rovesti, che hanno catalogato le specie, le caratteristiche e l’utilizzo delle erbe presenti, si è sviluppata un’economia basata sulla flora aromatica spontanea; una filiera completa dalla coltivazione, alla raccolta, alla conservazione, alla distillazione e alla trasformazione, senza tralasciare l’importanza di nozioni didattiche rivolte agli addetti ai lavori.
L’incalzare dell’industria chimica, la progressiva emigrazione dai paesi verso le città e l’abbandono delle campagne a causa della Seconda Guerra Mondiale, furono i motivi principali della riduzione dell’interesse  verso le piante spontanee.
Bisogna attendere gli anni Ottanta per assistere ad un risveglio dell’interesse; non di natura economica ma naturalistica, ovvero verso la genuinità della dieta mediterranea, le potenzialità dell’erboristeria e dei trattamenti a base di prodotti naturali.
Oggi sono sempre più le persone che vengono attratte dai percorsi naturalistici presenti sul nostro territorio con l’intento di praticare sport all’aria aperta e alla scoperta della  flora. 
Un turismo naturalistico di nicchia che coinvolge il nostro territorio sotto vari punti di vista: sportivo, storico e gastronomico. 
Il proliferare degli agriturismi e dei bed and brekfast, ha agevolato questa particolare forma di turismo che sicuramente, negli anni a venire si svilupperà sempre di più, soltanto se tra le varie amministrazioni e i privati si troverà un canale di comunicazione e di sviluppo comune. La capacità degli amministratori dovrebbe dunque essere mirata a preservare le bellezze dei nostri borghi rendendoli sempre più accoglienti, adottare soluzioni atte a  rendere meno duro lavoro di chi ancora considera la terra come una grande risorsa, ripristinare e manutenere la rete di antiche mulattiere di collegamento tra i paesi e una continua manutenzione delle strade inter poderali e dei rii di scolo. Le strade che si inerpicano sulle colline, hanno bisogno di continua manutenzione, e in giorni come questi, mostrano tutte le loro fragilità. Bisognerebbe partire da qui, dalla loro manutenzione che non può essere solo affidata ai privati. Da amministratore vedo scelte dell'utilizzo del denaro pubblico che purtroppo non vanno in questa direzione; tra tutte nemmeno un euro speso per la  manutenzione delle strade, un dato che ci dovrebbe far riflettere!