domenica 24 novembre 2019

Non dimentichiamoci la manutenzione del nostro fragile territorio.


La forza dell'acqua.

In queste ore di allerta rossa per rischio idrogeologico, ho fatto alcune riflessioni sul nostro fragile territorio.

Tra le potenzialità turistiche ed economiche dell’estremo Ponente Ligure è certamente la valorizzazione dei colori, dei profumi e dei sapori che la contraddistinguono. 
La flora spontanea che troviamo in questo territorio è unica e, pur avendola sotto gli occhi, ai più risulta nascosta. 
Passeggiando in alcuni periodi dell’anno lungo gli antichi sentieri collinari, che regalano ambienti incredibilmente suggestivi, non è difficile incontrare varietà di flora spontanea che ci dipingono un territorio colorato, profumato e saporito. 
I borghi dell’alta val Nervia e più precisamente: Rocchetta Nervina, Apricale, Isolabona, Pigna, Castel Vittorio e Baiardo si sono resi protagonisti, già dagli anni Venti del secolo scorso, di esperienze economiche legate la raccolta di queste erbe.
Grazie a personaggi come il professor Guido Rovesti, che hanno catalogato le specie, le caratteristiche e l’utilizzo delle erbe presenti, si è sviluppata un’economia basata sulla flora aromatica spontanea; una filiera completa dalla coltivazione, alla raccolta, alla conservazione, alla distillazione e alla trasformazione, senza tralasciare l’importanza di nozioni didattiche rivolte agli addetti ai lavori.
L’incalzare dell’industria chimica, la progressiva emigrazione dai paesi verso le città e l’abbandono delle campagne a causa della Seconda Guerra Mondiale, furono i motivi principali della riduzione dell’interesse  verso le piante spontanee.
Bisogna attendere gli anni Ottanta per assistere ad un risveglio dell’interesse; non di natura economica ma naturalistica, ovvero verso la genuinità della dieta mediterranea, le potenzialità dell’erboristeria e dei trattamenti a base di prodotti naturali.
Oggi sono sempre più le persone che vengono attratte dai percorsi naturalistici presenti sul nostro territorio con l’intento di praticare sport all’aria aperta e alla scoperta della  flora. 
Un turismo naturalistico di nicchia che coinvolge il nostro territorio sotto vari punti di vista: sportivo, storico e gastronomico. 
Il proliferare degli agriturismi e dei bed and brekfast, ha agevolato questa particolare forma di turismo che sicuramente, negli anni a venire si svilupperà sempre di più, soltanto se tra le varie amministrazioni e i privati si troverà un canale di comunicazione e di sviluppo comune. La capacità degli amministratori dovrebbe dunque essere mirata a preservare le bellezze dei nostri borghi rendendoli sempre più accoglienti, adottare soluzioni atte a  rendere meno duro lavoro di chi ancora considera la terra come una grande risorsa, ripristinare e manutenere la rete di antiche mulattiere di collegamento tra i paesi e una continua manutenzione delle strade inter poderali e dei rii di scolo. Le strade che si inerpicano sulle colline, hanno bisogno di continua manutenzione, e in giorni come questi, mostrano tutte le loro fragilità. Bisognerebbe partire da qui, dalla loro manutenzione che non può essere solo affidata ai privati. Da amministratore vedo scelte dell'utilizzo del denaro pubblico che purtroppo non vanno in questa direzione; tra tutte nemmeno un euro speso per la  manutenzione delle strade, un dato che ci dovrebbe far riflettere!

giovedì 21 novembre 2019

Santuario di Nostra Signora delle Grazie, ripartiamo da qui...



Dopo tanto tempo mi è tornata la voglia di scrivere sul blog. 
Riparto da un luogo tanto caro agli abitanti di Isolabona, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, la Madonna.
Ho notato, girando in rete, che sono stati scritti articoli con molti errori; si confondono affreschi con pitture murarie, si attribuiscono opere ad artisti in modo errato, come nel caso delle pitture murarie laterali che, come riportato nelle  Memorie Delle Antichità D’JsolaBuona Ricavate
Da Libri Autentici, e Da ALtri Manuscritti Del fu Mòstro
Francesco Cane. Compilate non che messe in Ordine L’anno 1839.
Nella carta 16, si legge:
 Le pareti laterali della Madonna delle Grazie l’ha piturate il pitore Bartolomeo Asmio di S. Remo nel 1753 che abitava in Isola in casa del sig. Avvocato Noaro f 180
Nel 1778 deto Pitore ha fato il quadro di S. Lucia f 60

Quello ripreso nella fotografia è parte dell'affresco presente sulla volta che vediamo alzando gli occhi subito dopo aver varcato la porta d'entrata del Santuario. Si tratta dell'albero di Jesse (o Iesse) un motivo frequente nell'arte cristiana tra l'XI e il XV secolo: rappresenta una schematizzazione dell'albero genealogico di Gesù a partire da Jesse, padre del re Davide, il quale è di particolare importanza nelle tre religioni abramitiche, l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam.

Interessante andare ad ingrandire alcuni particolari, si scoprono infatti rappresentazioni alquanto bizzarre come nel caso di Joram.





martedì 17 gennaio 2017

In una bolla di sapone






Riflesso della chiesa di Nostra Signora delle Grazie, Isolabona



Bolla de Sapone
Lo sai ched'è la Bolla de Sapone?
L'astuccio trasparente d'un sospiro.
Uscita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe' fasse cunnolà come se sia
dall'aria stessa che la porta via.
Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quela palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la robba che ciaveva intorno,
j'agnede incontro e la chiamò: - Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!