domenica 28 aprile 2013

Isolabona un Rock Village della val Nervia.


[...] Più corta, più aperta e meno aspra della val Roia, la valle del Nervia è la valle dei "Rock Village", i borghi arroccati sulle pendici  e fortificati ciascuno come un unico castello sullo sperone di un contrafforte ben difeso, secondo l'antico modo di vita dei Liguri preromani, che trova in questa parte estrema della Liguria una particolare continuità nell'epoca medioevale [...]. 
Tratto da I monumenti medioevali della Liguria di Ponente di Nino Lamboglia, redazione a cura Istituto Internazionale di Studi Liguri.

Chi percorre ogni giorno queste viuzze e ne respira l'atmosfera, non può che averne rispetto e ammirazione. 

giovedì 28 febbraio 2013

A Isolabona stravince il MoVimento 5 stelle, cosa accadrà alle prossime amministrative?


Vi sono a volte dei particolari architettonici che sfuggono di giorno, figuriamoci durante le ore notturne... Non è però di questo che voglio parlare. Il risultato elettorale che è uscito dalle urne è stato un risultato che deve farci riflettere sia a carattere nazionale che a carattere locale. A Isolabona come nel resto d'Italia, si è aggiudicato il primo posto il MoVimento 5 stelle. Non posso nascondere una certa soddisfazione anche se, questa "rivoluzione" potrebbe celare molti problemi per la nostra Nazione. La richiesta di cambiamento che a gran voce si è affermata con il voto, è un forte segnale per chi ci ha governato fino a ieri. Dire basta alla gestione della cosa pubblica così come è stata per decenni mi sembra un grande balzo in avanti e soprattutto significa da parte di tante persone ricominciare ad avere fiducia nella politica e  tornare a riconsiderarla proprietà di tutti e non di pochi. Ho però un forte dubbio che questo cambiamento potrà trovare a livello locale la stessa forza; cosa capiterà alle elezioni amministrative? I singoli sapranno assumersi ancora una volta questa libertà? Nei piccoli paesi intervengono tanti fattori che influenzano le scelte. I nostri rappresantanti sono li da decenni e rappresentano una politica vecchia e logora cioè ciò che si è vuluto annientare dando il voto al movimento di Grillo. Mi chiedo allora: sapremo quando sarà il momento dare una spallata a certe idiologie? Spero proprio di si altrimenti il voto a livello nazionale non è servito a niente se a livello locale continueremo a farci governare da certe ideologie! Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità altrimenti dimostreremo di essere un popolo senza sostanza. I particolari sono importanti, fanno l'insieme sia in architettura che nella vita di tutti i giorni e la vita che mi auguro è una vita diversa da questa che mi propinano da più di venticinqueanni!!!

giovedì 14 febbraio 2013

16 febbraio 1962, quando la RAI venne a registrare a Isolabona

Ho perso il conto dei giorni che sono trascorsi dall'ultimo post scritto su questo blog. Non è passato giorno che non abbia pensato al suo futuro...

Questo pomeriggio ho trovato delle vere e proprio chicche risalenti  all'anno 1962 e più precisamente il 16 febbraio del 1962 che mi hanno invogliato a scrivere.
Immagine reperita qui
L'occasione in cui fu scattata questa fotografia non fu la caduta della facciata a vela del nostro santuario della Madonna delle Grazie causata da una tromba d'aria ma bensì la registrazione da parte della RAI di alcuni documenti sonori qua e la in vallata e nelle vicinanze. 
In quell'occasione il complesso dei Menestrelli incise la canzone intitolata "I Muratei" canzone che vinse un concorso a San Remo. La pagina che ho trovato la potete visionare a questo link. Sono brevi clip, ma ascoltare le note eseguite dalla banda di Isolabona nel 1962 è stata per me una grande emozione, come leggere di un agguato ai danni di un soldato tedesco nel giugno del 1944 in località "Cartiera"... 
Isolabona cinquantun anni fa era molto più viva di adesso!


venerdì 11 gennaio 2013

Le Eriche, specie dei generi Erica e Calluna.


                                                               Clik sulle immagini per ingrandirle


Quelle sopra sono due fotografie che ho scattato questa mattina nei pressi di Treixe, una località campestre di Isolabona. In questo periodo dell'anno la flora e la maggior parte delle specie arboree sembrano essere imbalsamate, non emettono alcun segnale di nuova vita. La mia attenzione è stata attirata dai puntini rossastri di una Calluna vulgaris  (il Brugo) ben esposta al sole. Dopo aver montato tutto l'occorrente per uno scatto macro, ho scoperto che quei puntini (un paio millimetri) erano in realtà boccioli. Ancora una volta la fotografia mi ha regalato una gioa a conferma di una mia convinzione. Cercare oltre, dove l'occhio nudo non riesce a vedere, è meraviglioso. Ritengo altresì che questa regola valga solo per le bellezze della natura, in altri casi è meglio restare miopi.
Di seguito potrete leggere una scheda molto dettagliata che mi ha gentilmente inviato Alfredo Moreschi sulle Eriche e Calluna. Potrete leggere informazioni che spaziano dalla storia alla botanica, dalla mitologia alla medicina popolare e a tanto altro...


Le Eriche  
(Specie dei generi Erica, Calluna) 
di
Alfredo Moreschi

Erica arborea: Brugo nome generico per molte località liguri, Brùga matta a Mele, Brùja a Sella, Brùa a Moneglia, Brugo da spassuin a Genova, Brigu o Scua a Pigna, Scuxu maschio in Val d'Arroscia, Spassuìn a Cogorno, Stipa a Sarzana, Ulesa a Caprigliola, Urxe o Uxe a Campegli. Uesce a Bargone, Urxa a Monterosso. 
Erica scoparia: Bruga domèstega o da spassuie a Mele, Scuvu femmina in Val d'Arroscia. Brugo femmina ad Imperia, Brùghe fumeline  a Savona, Brùghe mapelin-e a Calice. 
Erica erbacea: Erba gioxia a Mele, Brugatta a Rapallo e Galla grixa a Cogorno. 
Erica cinerea: Gioxia al Monte Armetta, Grixui ad Imperia. 
Calluna vulgaris: Brugo o Brigorina ad Imperia, Brughin-a a Lavagna, Brùastru a Palo, Grixiùn in Val d'Arroscia, Reixuin a Savona, Dinastri a Spotorno, Urscia a Chiavari, Gromi a Sarzana, Ruxùn a Sella, Costu neigru a Cogorno. 

Nel linguaggio comune la parola Erica è usata in modo assai più estensivo di quanto non si riscontri nella sistematica vegetale dove si separano, con due differenti denominazioni, le numerose formazioni specifiche appartenenti al Genere Erica dall’unica specie del Genere Calluna. 
L’elemento principale di distinzione e rappresentato dalla dimensione del calice, molto più lungo nelle prime, ma più corto nelle seconde nei confronti delle corolle. 
Si aggiunga che, nella Calluna, il calice stesso è membranaceo, consistente, internamente colorato di rosso, ingannevolmente circondato alla base da quattro brattee verdi.
Inoltre, la sua corolla ha forma campanulata con quattro lobi divisi, mentre nelle Erica si presenta con una  forma urceolata e termina in quattro lobi poco profondamente divisi fra loro. 
In un primo tempo la Calluna vulgaris fu descritta da Linneo sotto il nome di Erica vulgaris, ma venne scorporata nel 1802 ad opera di Richard Salisbury ed istituita quale Genere monospecifico, derivandone il nome dal verbo greco “kalluno” (scopare, adornare). 

martedì 1 gennaio 2013

Auguri.


Il nuovo anno è iniziato.
La vita è un groviglio tra cose belle e brutte, sta a noi trovare un'equilibrio che in qualche modo riesca a darci la spinta e soprattutto l'energia per continuare a lottare e andare avanti. Da domani si ricomincia a confrontarsi con noi stessi e mi auguro di non trovare ne sulla mia ne sulla vostra strada troppi ostacoli e nodi da sbrogliare. Buon 2013 a tutti. 


domenica 30 dicembre 2012

A Isolabona non solo Cübaite ma anche Büeti.


Quelli che vedete sopra sono Büeti un antico dolce della tradizione culinaria di Isolabona. Ho scoperto della loro esistenza solo oggi quando, questa mattina, un'amica che di anni ne ha un'ottantina mi ha invitato a salire in casa sua a guardare cosa c'era nel forno. Alla domanda se li conoscevo ho dovuto rispondere ovviamente di no. Questo pomeriggio sono ritornata nella sua abitazione con la macchina fotografica è li ho fotografati e assaggiati. Li ho trovati squisiti come l'ottimo liquore a base di vino, erbe e fiori raccolti in estate che mi ha offerto.


Il gradevole gusto di finocchio selvatico che si assapora mangiando questo dolce lo rende delicato. Non ho termini di paragone su come sia stato cucinato ma la riflessione che mi pongo è questa: quanti dolci e piatti della tradizione culinaria lisurenca stanno andando perduti? Bene fa la mia amica Federica e la sua socia del negozio Bio Cri di Dolceacqua a proporre ai propri clienti antiche ricette della zona. Appena riprenderò a lavorare le farò avere la ricetta dei Büeti. Sarebbe bello sapere se anche negli altri paesi limitrofi e non si cucinava questo dolce e che nome ha e soprattutto se lo si cucina ancora.

venerdì 28 dicembre 2012

Questa sera la tredicesima e ultima luna piena del 2012.


Quella che vedete sopra è la tredicesima luna piena del 2012. Le fasi lunari non si adattano perfettamente al calendario quindi può capitare come quest'anno che nel mese di agosto se ne sono verificate ben due; "Luna Blu" questo il nome che si dà alla seconda luna piena che si verifica durante lo stesso mese, un avvenimento che succede raramente. La prossima Luna Blu ci sarà nel 2015. Un caso ancora più raro accadrà nel 2018 quando le lune piene saranno ben quattordici cioè due Lune Blu nel corso dell'anno quindi, dovremo aspettare ancora qualche anno per riparlarne...
Quella di questa sera illumina il nostro borgo e vedo i suoi riflessi attraverso il vetro se alzo gli occhi. Non sono attrezzata (per ora) per le fotografie di soggetti a grande distanza ma il risultato che ho ottenuto con i mezzi a disposizione, mi soddisfa. Aprite la finestra e guardate come brilla...

Ringrazio tutti coloro che mi hanno lasciato gli auguri, passerò a trovarvi e a lasciare i miei saluti nei prossimi giorni. Queste feste stanno trascorrendo veloci, siamo quasi alla fine dell'anno e questo blog ha ricevuto da parte mia poche attenzioni. Le priorità cambiano e con il tempo le passioni si alternano ma ciò che si è creato non lo si può abbandonare.  

domenica 2 dicembre 2012

Fotografie ed emozioni.

Le immagini tramite particolari esposizioni e programmi possono subire dei trattamenti che le rendono decisamente diverse da come nella realtà ci appaiono. Questo secondo me non vuol dire cambiare la realtà ma solamente rimarcare alcuni particolari dello scatto. Quelle sotto sono quattro mie fotografie eleborate in HDR un particolare programma che permette di sovrapporre più scatti con diverse esposizioni con risultati sorprendenti. Quello che mi piace lo fotografo, cerco di cogliere l'attimo e di condividerlo con gli amici. Trasnettere emozioni è ciò che una fotografia dovrebbe fare e io spero di essere sulla buona strada.