lunedì 31 maggio 2010

Glossario medioevala ligure

                   Girolamo Rossi, immagine reperita qui

Con il termine miscellanea genericamente si vuole indicare una mescolanza di cose di vario genere.
Il testo che ho ritrovato facendo ricerche su un personaggio nato a Isolabona, ha come titolo Miscellanea di storia italiana, 1909.  In questo volume è presente uno studio fatto da Girolamo Rossi dal titolo Glossario medioevale Ligure, una raccolta di termini con il loro significato. 
Qui ad esempio, ho trovato un riferimento a un gioco medioevale che si praticava a Isolabona e Apricale e una parola "Mota" che mi ha incuriosito. 
A Pag  183 si legge:
[...]Ovum (gioco). Fra i semplici giuochi del medio evo eravi quello delle uova e delle nocciuole, come è fatto chiaro da una rubrica dello. Statuto di Apricale e Isolabona dell'anno 1430, nella quale si legge: reservato guod in festo Pasce videlicet illis tribus diebus passini ludere ad ova ; a vigilia nativitatis Domini ad epiphaniam possinl ludere ad avelanas.

A pag. 180 si legge:
[...] Mota (dicevasi un'associazione di cittadini, avente per iscopo di difendersi dalle soperchierie dei feudatari ; e mota pigliava nome il luogo dove essi si ritiravano).
Di un'abbazia della Mota fa parola il San Quintino a pag. 169 delle sue Osservazioni critiche: di altra mota del contado di Nizza, presso le rocche dei Richieri, abbiamo queste parole: exitusque ad mo- tam, remanente dieta mota et valotmm decursus castrum de Levens, [Chartrier de S. Pofis, pag, 74).
Ma dove chiaro appare quale fosse lo scopo della mota è in Dolceacqua nel monte, detto ora di Nostra Donna della Muta, che fronteggia il castello feudale e la terra, da cui lo distacca il corso del torrente Nervia. La chiesa ricordata in una bolla di papa Calisto III del 1151 è detta semplicemente Ecclesia S. Marie, ma in altre carte del successivo secolo S. Marie de la Mota, denominazione venutale dalla residenza, che quivi presero a far gli uomini liberi contro i Conti di Ventimiglia, costruendo il sottoposto borgo e la chiesa pievana di S. Giorgio; di guisa che il feudatario e i suoi vassalli stavano alla sinistra della Nervia colla piccola chiesa dedicata a S. Antonio abate; e alla destra gli uomini liberi della viola con una ampia chiesa plebana ufficiata da canonici. La voce Mota è ancora viva in un documento del 1446 ; ma la libertà che irradiava dal vocabolo tornando molesta al potente signorotto Enrichetto Doria, vediamo presto convertirsi in muta, la chiesa, per aver la Vergine ridonata la voce ad una povera pastorella; e il vecchio San Giorgio convertito in cimitero, cedere la dignità di pieve alla cappella di S. Antonio che si alzava ai piedi del castello ; il signorotto aveva trionfato ; né avevano più senso i versi che segnavano la vittoria degli uomini della compagna:
Opposuit medium flunien natura fluentem, Qui burcum vallo disterminat exteriori; Hic obstat Corniti, ne vires transferal ultra. [...]

Sfogliando il libro sono certa che si potrebbero trovare spunti per approfondimenti di carattere storico, non posso nascondervi la mia curiosità di cercare notizie sul gioco citato negli statuti di Apricale e Isolabona. Un'altra cosa, non avendo io studiato il latino non ho la minima idea del significato delle frasi che ho citato, se tra di voi ci fosse qualcuno di buona volontà...

venerdì 28 maggio 2010

Il cielo di Giugno



È diventato per me un appuntamento fisso quello con l'osservatorio comunale di Perinaldo che ci fa conoscere il cielo del mese. Di astronomia non ne capisco niente ma non posso nascondere che mi piacerebbe, alzando gli occhi al cielo, saper riconoscere stelle e pianeti. Il video che mensilmente l'osservatorio ci propone, ci permette di imparare a riconoscerli e ci spiega i fenomeni che avvengono durante il mese. Se volete saperne di più, guardate qui troverete una legenda con il dettaglio degli eventi e se si possono osservare a occhio nudo o se servono strumenti particolari.
Il 21 giugno alle h12,28m TMEC ci sarà il Solstizio Estivo, il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. A Perinaldo questo evento sarà possibile seguirlo sulla meridiana della Visitazione, la più grande meridiana a camera oscura costruita in Italia dopo il 1900. Qui tutte le notizie sulla sua costruzione e sul suo funzionamento.

mercoledì 26 maggio 2010

Nostra Signora delle Grazie attraverso tre immagini, 1920, 1962 oggi.

È da un po' di tempo che ho in testa di pubblicare una fotografia risalente al 1962. L'avevo vista ma non era nel mio database. Questo pomeriggio ho avuto l'occasione di poterla fotografare, è quindi giunto il momento di pubblicarla.
La fotografia mi è stata concessa da Angelo Pastore, un nostro compaesano che ha come passione la fotografia. Nel corso della sua vita ha potuto raccogliere ben 600 e forse più immagini del nostro territorio, soprattutto immagini storiche, altre sono fotografie che lui stesso ha scattato, come questa che, come mi ha raccontato oggi nel suo "archivio" di Camporosso, fece con la sua prima macchina fotografica. Appunto, nel 1962 a Isolabona.
In questo anno una tromba d'aria durante un forte temporale causò la caduta della facciata a "vela" della chiesa di Nostra Signora delle Grazie, guarda qui e qui. Quando fu ricostruita, non vennero più riprodotti gli affreschi o pitture murarie che l'abbellivano. Ma com'era la nostra chiesa? Fortunatamente un'altra immagine scattata in occasione della festa per l'inaugurazione del monumento per i caduti della prima grande guerra, ci permette di vederlo. Possiamo, attraverso queste fonti iconografiche, ricostruire una parte della storia di questo chiesa a cui la nostra collettività è tanto legata.
La fotografia risalente al primo ventennio del 1900, mi è stata concessa da Carlo, un mio amico "pignasco", anche lui un grande appassionato di vecchie fotografie che ha raccolto nel web in un sito, questo. Ora vi lascio alle immagini.




Questa l'immagine della chiesa com'era.


Questa la fotografia del 1962 scattata da Angelo Pastore

Questa la chiesa oggi (immagine non mia)

lunedì 24 maggio 2010

Zanzara tigre, Aedes albopictus

Immagine reperita qui

Questo pomeriggio mi sono recata in una campagna per dare un piccolo aiuto a mio marito per un paio d'ore e ho subito il primo attacco stagionale da parte della zanzara tigre, Aedes albopictus.
Fortunatamente mi sono accorta subito che si era posata sul mio avambraccio e con un colpo deciso l'ho praticamente "spiaccicata". Il mio corpo reagisce con ponfi abnormi se punto da zanzare, non voglio immaginare cosa mi potrebbe succedere se venissi attaccata da un calabrone.
La lotta per evitare la diffusione di questi insetti deve essere fatta da parte di tutti noi, bastano poche regole per evitare che depongano uova e riprodursi a dismisura. Sul sito della Regione Liguria è presente un prontuario di comportamento. Lo potrete leggere qui.
In rete ho trovato anche una pagina intitolata zanzara tigre on line, una pagina redatta dalla regione Emilia-Romagna.
Sono piccoli consigli che tutti noi dovremo imparare e rispettare.

domenica 23 maggio 2010

I cognomi storici della Val Nervia e Argentina

Dal sito di Cultura Barocca, vi propongo lo studio condotto dal Professor Bartolomeo Durante sui cognomi storici della Val Nervia e Argentina.
Lo spazio dedicato ai cognomi è molto lungo, io ne ho messi solo alcuni, se volete ricercare la storia di un cognome che vi interessa cliccate qui oppure, alla fine del post, ho inserito la lista, cliccateci sopra.

[...]A Pigna l'onomastica ha dimostrato come in quel sito si fossero insediate [in tempi diversi e su notevole parte di fondi rurali di tradizione colturale ligure-romana] popolazioni di ceppo germanico o francone, con soldati ed uomini liberi divenuti presto fidi agricoltori e custodi per conti e feudatari delle vie d'altura.
In Triora" (capoluogo dell'omonima Podesteria genovese quartiere militare a guardia del "Piemonte") l'onomastica (studiata a campione dall' elenco Telecom-Imperia '95) guida il ricercatore su una strada di destini incrociati, quella di essere "sentinella armata delle vie alpine" (Pigna lo sarebbe divenuta dei Savoia contro la piazzaforte genovese di Castelvittorio: Triora "genovese" avrebbe trovato il contraltare in Realdo, avamposto dei fuedatari della Savoia).
A Triora, come a Pigna (a dimostrazione di una storia antica e a prova di quanto fosse importante tenere soldati su quel reticolo di percorsi), anche se si trovano una serie cognomi agro-pastorali come Boeri, Pastore, Pastorino, Pastorelli [vedi il Pastor" di Pigna e Buggio] e se lo stesso cognome triorese Ferraironi (pur con qualche incertezza) sembra da collegarsi al mestiere di fabbro o ferrarius, il loro numero relativamente insignificante rispetto a cognomi di ORIGINE GERMANICA (seppur di vari ceppi, da forme gotiche a franche a longobarde) che rimandano ad un'antica attività militare.
A parte la quantità di esiti Lanteri, i "portatori di lancia", si trovano molti cognomi terminanti con la forma germanica *Waldaz derivata dal verbo *Waldan che significa "avere potere, essere potente, comandare, guidare".
Si tratta di gruppi relativamente piccoli di nomi d'origine germanica, in cui il secondo termine -aldo/-aldi rimanda senza dubbio al germanico "potente".


ANFOSSO: Il cognome Anfosso giunse più tardi in Liguria occidentale, fra XII-XIII sec., anche se non è da escludere una sporadica diffusione in tarda epoca longobarda: questa si può collegare alla Provenza, zona di irradiazione, anche per l' influsso monastico-spirituale che le regione esercitò nel Ponente (Anfos, Anfous ed Amphox rimanda all'uomo valoroso in battaglia).

RONDELLI: il cognome è piuttosto diffuso nel Ponente ligure: nel cinquecentesco Catasto intemelio sono registrati 7 capifamiglia Rondellus ma l'esito ha una valenza ancora superiore nella medio-alta valle del Nervia con punte massime a Rocchetta Nervina.
Alla base, secondo il De Felice starebbe un Rondello da giudicarsi adattamento dal francese Rondel, nome affermatosi durante l'epopea carolingia essendo, nel mito, Rondel lo straordinario cavallo di Buovo d'Antona eroe dell'omonima Chanson de geste: il cognome risulta documentato per la I volta come Rondellus a Bassano del Grappa (1247) e quindi a Ferrara (1248).

ODDO (nome germanico che si rifà al termine *audha cioè "possesso, ricchezza, potere"): significativo perchè non lo si trova nella forma germanica Otto/Ottone, affermatasi in Italia nel X sec. cogli imperatori tedeschi Ottone I,II e III, ma proprio in quanto lo si scopre, in un'area in cui era stato sempre testimoniato nei documenti antichi, nella pura forma longobarda di Oddo: non si devono comunque dimenticare le posteriori forma (varianti, alterati e derivati, assai comuni nel Ponente ligure, del tipo ODDONE, ODASSO ecc.).

Curiosa testimonianza ma ancora da verificare è la presenza del cognome MARTINI notoriamente usato per la cognominizzazione di barbari convertiti al cristianesimo romano, come pure nel caso di Biale/Viale derivato da Vitale (nel significato "che vivrà bene" riferito in ambienti cristiani), poi connesso al culto di S.Vitale, e parimenti usato per dare un cognome latino e cristiano agli arimanni o uomini liberi barbari passati alla fede in Cristo.

CANE: Questo cognome attestato un pò in tutto il ponente ligure [3 esiti nel Catasti intemelio cinquecentesco] non è di facile interpretazione e il De Felice neppure lo tratta: alla base sta certamente il termine CANIS e non paiono sussistere ragioni tali da far pensare che CANE sia una forma accorciata da CANEPA.
Le indagini alternative, come quelle condotte sul BATTAGLIA possono portare ad altre interpretazioni.
Potrebbe trattarsi della cognominizzazione di un soprannome spregiativo nel senso figurato di "Persona crudele" o forse ancora meglio di "Persona avida e dedita alla pratica dell'usura".
Un'interpretazione alternativa potrebbe essere quella che un termine spregiativo, notoriamente (e reciprocamente utilizzato) per indicare gli appertenenti a religioni diverse come gli Ebrei o come i Musulmani, con il passare del tempo e la graduale integrazione di questi nell'ecumene cristiano-cattolica abbia perso la valenza critica per diventare un termine indicativo apparentemente inspiegabile.[...]

Questa è la lista di tutti i cognomi storici della val Nervia ed Argentina se volete ricercare notizie su di un cognome in particolare cliccateci sopra.

COGNOMI
COGNOME ABBO
COGNOME AGNESE - AGNESI
COGNOME AICARDI
COGNOME ALBERTI
COGNOME ALAMANNO / ALAMANNO
COGNOME ALLARIA
COGNOME ALLAVENA
COGNOME AICARDI
COGNOME AMADEO [AMADEI]
COGNOME AMALBERTI
COGNOME ANFOSSO
COGNOME ANSELMI
COGNOME APROSIO
COGNOME ARDUINO [ARDOINO]
COGNOME ARMANNO
COGNOME ARMELA [ARMELLA]
COGNOME ARNALDI
COGNOME ARRIGO - ARRIGHI [ARRIGONI]
COGNOME ASCHERI
COGNOME BALBO
COGNOME BALDASSINI
COGNOME BALDI [BALDO]
COGNOME BALDIZZONE
COGNOME BALLAUCO
COGNOME BALLESTRA - BALESTRA
COGNOME BARBA
COGNOME BARONE
COGNOME BASSO
COGNOME BAUDO [BAUDI]
COGNOME BEGLIA (BELLIA)
COGNOME BENZA [BENZI]
COGNOME BERLINGERO - BERLENGERO
COGNOME BERNARDI
COGNOME BERTA
COGNOME BESTAGNO
COGNOME BIALE
COGNOME BIAMONTI
COGNOME BIANCHERI
COGNOME BOCCA
COGNOME BOERI (BOERO)
COGNOME BONFANTE / BONFANTI
COGNOME BONIFACIO
COGNOME BONO
COGNOME BONSIGNORE
COGNOME BOSIO
COGNOME BOTTINI [BOTTERO - BOTTARO]
COGNOME BRUNO - BRUNENGO
COGNOME CALVO, CALVI, CALVINI, CALVINO
COGNOME CANE
COGNOME CANEPA [CANEPARO - CANEPARI]
COGNOME CAPONE
COGNOME CAPPONI
COGNOME CARBONE
COGNOME CARLI
COGNOME CAROSSA [CAROZZI]
COGNOME CASANOVA
COGNOME CASSINI
COGNOME CASTAGNA - CASTAGNO - CASTAGNONE - CASTAGNETO
COGNOME CASTALDI / CASTALDO
COGNOME CASTELLO
COGNOME CATTANEO
COGNOME CERIANI
COGNOME CHIERICO
COGNOME COLOMBO
COGNOME CONIO
COGNOME CONTE
COGNOME CORRADI
COGNOME COSTA
COGNOME CRESPI
COGNOME CUGGE
COGNOME CURTI
COGNOME DALMASSO [DALMAZZO]
COGNOME DE MORO
COGNOME DONETTI
COGNOME DORIA
COGNOME DURANTE
COGNOME ENRIGO [ENRICO]
COGNOME FARALDI
COGNOME FENOGLIO
COGNOME FERRAIRONI
COGNOME FERRARI (FERRARO - FERRARIO - FERRERO)
COGNOME FILIPPI
COGNOME FIORE
COGNOME FULCO
COGNOME GALLO
COGNOME GANDOLFO (GANDOLFI)
COGNOME GARIBALDI
COGNOME GASTALDO - GASTALDI
COGNOME GASTAUDO
COGNOME GENOVESE
COGNOME GERBALDO
COGNOME GIBELLI
COGNOME GINO
COGNOME GIORDANO
COGNOME GIRALDI
COGNOME GIRAUDO
COGNOME GIUDICE
COGNOME GRANA
COGNOME GRIMALDI
COGNOME GROSSO
COGNOME GUERCIO
COGNOME GUGLIELMI
COGNOME LAMBERTI
COGNOME LANFREDI
COGNOME LANTERI
COGNOME LANZA - LANZO [LANZONE]
COGNOME LEONE
COGNOME LODI
COGNOME LOMBARDI
COGNOME LONGO
COGNOME LORENZI
COGNOME LUCA
COGNOME LUPO (LUPIS - LUPPI - LUPPIS)
COGNOME MACCARIO/ MACARIO
COGNOME MAINERO (MAINERI)
COGNOME MARCHESANO
COGNOME MARTINI/ MARTINO
COGNOME MASSA
COGNOME MAURI (MAURO)
COGNOME MERLO
COGNOME MOLINARI
COGNOME MORALDO
COGNOME MORENO
COGNOME MORETTI
COGNOME MORO [MORI]
COGNOME MORONI
COGNOME MOTTA (MOTA)
COGNOME MURATORE
COGNOME NATTA
COGNOME NEGRI (NEGRO)
COGNOME NOBBIO
COGNOME NOTARI
COGNOME ODASSO
COGNOME ODDO - ODDONE
COGNOME OLIGNANI/ ORIGNANI
COGNOME OLIVA
COGNOME OLIVIERI
COGNOME ORENGO
COGNOME PALLANCA
COGNOME PALMERO
COGNOME PANERO
COGNOME PARODI
COGNOME PASSAMONTE
COGNOME PASTOR, PASTORI, PASTORELLI
COGNOME PEGLIASCO
COGNOME PELLEGRINO / PELLEGRINI
COGNOME PERRA - PERRI
COGNOME PERRINO
COGNOME PERRONE
COGNOME PIANA
COGNOME PISANO
COGNOME PITTAVINO (PEITAVINO)
COGNOME PUPPO
COGNOME RAIMONDO
COGNOME RAINERI
COGNOME RAMELLA
COGNOME RAVERA
COGNOME RICCOBONO
COGNOME REBAUDO (REBAUDI)
COGNOME REVELLI
COGNOME ROLANDO
COGNOME RISSO
COGNOME ROMAGNOLI [ROMAGNONE]
COGNOME ROMANO - ROMANI
COGNOME ROMEO - ROMEI
COGNOME RONDELLI
COGNOME SACCHERI
COGNOME SACCO - SACCHI
COGNOME SALINARI
COGNOME SARDO
COGNOME SASSO (SASSONE)
COGNOME SERRA
COGNOME SICCARDI
COGNOME SIFFREDO - SIFFREDI
COGNOME SISMONDI
COGNOME SISMONDINI
COGNOME SOLDANO
COGNOME SQUARCIAFICHI
COGNOME STELLA
COGNOME TAGGIASCO
COGNOME TAMAGNO
COGNOME TODESCA (TOESCA - TOESCHI)
COGNOME TOMMASI [TOMASI]
COGNOME TOMATIS - TOMATI
COGNOME TOSCANO
COGNOME TORRE (TORRESANI)
COGNOME TRAVERSO
COGNOME TRUCCHI
COGNOME VACCA
COGNOME VIALE
COGNOME VIANI
COGNOME ZANOLLA
COGNOME ZAPPA
COGNOME ZERBINI

giovedì 20 maggio 2010

Riviera dei fiori virtuale.

Oggi vorrei proporvi un giro virtuale per il nostro Ponente Ligure. Ho trovato, curiosando nel web, una pagina dedicata ai comuni della Riviera dei fiori. A me è piaciuta molto e la vorrei condividere con voi.
Trovo questo strumento molto carino ed efficace per far conoscere i nostri territori, cosa ne pensate?
Per vistare il sito clicca qui poi scegli il comune da visitare.


mercoledì 19 maggio 2010

Pilato, brava Skip, Marino Cassini ti fa i suoi complimenti.

Ieri vi ho proposto un gioco chiamato a intarsio, un gioco che mi ha fatto scervellare tutto il giorno senza però riuscire a dare la risposta. L'autore è stato Marino Cassini che ci ha proposto un gioco alquanto difficile accostando storia e letteratura. Ebbene, anche se i partecipanti sono stati solo due, escludendo la sottoscritta, la soluzione è stata data. Ancora una volta Skip ha trovato la via d'uscita, so che ci ha dovuto pensare un po', ma è ritornata per scrivere il nome di Pilato.
Ecco come Marino Cassini, nella sua soluzione, ci spiega il motivo perché lui crede che Dante non voleva parlare del Papa Celestino V ma di Pilato, intarsiandolo in questa frase.

Marino scrive:

[...]Cara Roberta,

Chi è Skip? Mi complimento con lui per aver individuato il personaggio.
E' proprio PILATO che Dante ha intarsiato nella frase
colui che fece per viltà il gran rifiuto.
La mia convinzione che sia proprio Pilato deriva da una analisi del verbo RIFIUTARE. Pietro da Morrone non rifiutò la nomina a Papa, anzi scelse per sé anche il nome di Celestino V. Lui, dopo cinque mesi di pontificato.,non sentendosi pronto e preparato all'altezza del compito affidatogli, abdicò.
Qualcuno può anche sostenere che abdicare è sinonimo si rinunciare ma, nel nostro caso, tra i due verbi c'è una sottile differenza. Pietro da Morrone non rifiutò Dio. Lui rifiutò un incarico troppo oneroso.
Nel caso di Pilato la questione è diversa. Pilato si trovò di fronte al dilemma "Mando a morte Cristo come vuole il popolo o mando a morte Barabba già condannato?". Pilato se ne lavò le mani e con tale gesto RIFIUTO' di scegliere tra Cristo, figlio di Dio e Barabba, un assassino, figlio di un uomo.
Conclusione: Bravo Skip!
Un saluto a te
Marino [..]

Ho fatto sapere a Marino che Skip è una donna e gli ho anche inviato il link del suo blog, così avrà modo di conoscerla meglio attraverso i sui bellissimi scritti.
A me non resta che fare i complimenti a Skip e di dire grazie a Marino per aver arricchito queste pagine di storia e di cultura.


martedì 18 maggio 2010

San Pietro da Morrone

Ho appena aperto la posta elettronica e vi ho trovato una mail di Marino Cassini in cui mi propone un gioco dal nome un po' insolito: "Intarsio".
Il motivo per cui mi ha inviato questo gioco è che domani 19 maggio, si festeggia San Pietro da Morrone. A questo personaggio Dante nella Divina Commedia dedica un canto nell'Inferno, un po' curioso per essere un Santo!
Il motivo ce lo spiega Marino Cassini propponendoci il gioco.
Marino Cassini scrive
[..] Amici,
avrete notato che mi piace intercalare nel blog di Roberta, in cui prevalgono notizie storiche, folkloristiche e attuali, dei momenti di relax consistenti in giochi enigmistici che hanno il solo scopo di divertirvi e al tempo stesso di mettere in moto, per dirla come Hercule Poirot, le vostre celluline grigie. 
Stamane, guardando il calendario, ho notato che il 19 di questo mese è dedicato a San Pietro da Morrone e la notizia mi ha fatto ricordare Dante e la Divina Commedia
Chi era Pietro da Morrone?  L’enciclopedia dice: “Pietro da Morrone (1215-1296), dopo 27 mesi di pontificato vacante, fu eletto papa il 5 luglio del 1294 col nome di Celestino V e rimase sul soglio pontificio per soli cinque mesi dopo di che, unico caso nella storia del papato, abdicò e si rifugiò nel convento degli eremiti di San Damiano poi chiamati celestini.  Scarsamente adatto al pontificato, di fronte alle beghe tra i cardinali della corrente dei Colonna e quelli seguaci degli Orsini, rifiutò l’incarico e gli successe Bonifacio VIII”.
Per questo suo rifiuto Dante lo mise all’inferno tra i dannati… mentre la Chiesa lo fece santo.
C’è da dire che  nella Divina Commedia il nome di Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, non viene mai fatto. Furono gli esegeti,  i commentatori del poema dantesco a  ravvisarlo nella frase:…colui / che fece per  viltà il gran rifiuto. (Inf, III, 59-60).
Ma siamo sicuri che   si tratti proprio di lui? Non potrebbero i commentatori danteschi aver preso una cantonata?   Ho fatto una ricerca nei testi di enigmistica e la mia conclusione propende per una bella cantonata…. che ora propongo e sottopongo a voi attraverso un gioco enigmistico. Tenete presente che Dante si dilettava anche di enigmistica.
Il gioco è quello dell’intarsio che consiste in una frase contenente varie lettere messe in sequenza, frammiste alle parole presenti nella frase,  le quali, lette di seguito danno la soluzione. Ad esempio: nella frase   “amare il canto”  è intarsiato  il mio nome. Ecco come   aMARIl  c aNtO.
E ora divertitevi a risolvere l’intarsio dantesco e troverete il nome nascosto (di sei lettere) di colui 

                                      INTARSIO  
…CHE FECE PER VILTA’ IL GRAN RIFIUTO   
 
Eccovi un aiuto: tenete presente il  LIBRO DEI LIBRI

Non conoscendo la soluzione proverò anch'io a giocare;))

domenica 16 maggio 2010

Campionato provinciale 2010 trota torrente a Isolabona.




Quest'oggi si è svolta a Isolabona una gara di pesca alla trota. I campi di gara erano tre divisi per fascia d'età. Mio figlio che della pesca alla trota ha fatto la sua passione, era in campo con altri nove bambini, tutti di altri paesi. Il gruppo più numeroso è stato quello di Badalucco. Alle otto e trenta il fischio d'inizio e la confusione ha preso il sopravvento. Noi genitori abbiamo dato supporto tecnico, messo piombini, girelli, esche e risolto decine di grovigli. Alle ore undici e un quarto il fischio finale. È così iniziato il conteggio del pescato e proclamato il vincitore. Francesco di Dolceacqua, ha vinto pescando il maggior numero di trote. Mio figlio si è classificato quinto. La premiazione con tanto di medaglia si è svolta a Dolceacqua.
Francesco il vincitore

È stata una bella mattinata, illuminata finalmente da un sole caldo. Il nostro torrente quest'anno è l'ideale per la pesca viste le copiose piogge dei giorni scorsi, ma la delusione di vedere solo due bambini della nostra valle partecipare alla gara è stata tanta. Il territorio va vissuto nella sua totalità, cercando tra ciò che ci offre sapendo coglierne gli aspetti più naturali. Giusto per la cronaca, al primo posto degli adulti si è classificato un l'isurenco, Enrico.

venerdì 14 maggio 2010

Proverbi e detti liguri su Facebook


Oggi mi sono iscritta su Facebook al gruppo Proverbi e detti liguri. L'ho scoperto grazie a una mia amica e ho pensato di iscrivermi subito. Ritengo questo gruppo molto bello perché raccogliere i detti e i proverbi di una regione ci permette di non perdere parte delle tradizioni orali e folkloristiche che appartengono a un popolo.
L'amica Maria Luisa Saettone, che non è più tra noi, nella sua tesi di laurea del 1957, scrisse:

[...] Le tradizioni pervenuteci dal passato hanno tentato, come edera sempre viva, di aggrapparsi all'humus fertile della memoria per poter continuare a vivere. E' noto però che la sopravvivenza di motivi folkloristici tende a resistere in località che, per la loro natura geografica (isolamento o lontananza dalle grandi vie di comunicazione) hanno più possibilità di custodirli, mentre questi motivi tendono rapidamente a scomparire nelle località "più esposte al contatto con l'esterno".
In Val Nervia le tradizioni hanno resistito fino a quando l'uomo ha trovato possibilità di sopravvivenza; ma quando è stato costretto a cercar lavoro oltre le mura del paese e ad abbandonare per lunghi periodi o per sempre il focolare, anche le tradizioni sono lentamente sbiadite e hanno perduto le loro radici.
L'insieme delle tradizioni recuperate sul filo della memoria ci permette, comunque, di definire il carattere generale degli isolesi, che poco si discosta dal carattere generale degli abitanti della Val Nervia.
L'isolese è in linea di massima persona osservante dei precetti morali; grata ai benefici ricevuti e di rado facile a dimenticarli; attaccata al lavoro e alla terra; fiera e inesorabile con chi gli vuol nuocere; intraprendente e al tempo stesso circospetta; non si lascia facilmente abbattere dagli ostacoli ma cerca sempre di vincerli; fissa ad una meta qualora intraveda un facile guadagno, ma pronta ad abbandonare quando il danno gli si profili. [..]
L'identità di un popolo si riconosce anche attraverso i detti e i proverbi.

mercoledì 12 maggio 2010

Bandiera Blu, riconfermato Camporosso.

Ieri a Roma sono state assegnate le Bandiere Blu. Camporosso la città che si incontra risalendo la nostra bella valle, quella del Nervia, e che ha lo sbocco sul mare, ha riconfermato questo vessillo.
Che l'amministrazione comunale di Camporosso abbia in questi anni lavorato per migliorare il proprio territorio è un dato di fatto ben visibile anche a chi lo attraversa. Un merito che con questa riconferma lo posiziona in vetta ai modelli da seguire per tipologia di scelte amministrative. In val Nervia oltre alla Bandirera Blu di Camporosso ci sono, due Bandiere Arancioni (Pigna e Dolceacqua), non proprio in val Nervia ma molto vicino il primo borgo ligure eletto tra i più belli d'Italia ( Apricale) e anch'esso Bandiera Arancione.
Rimangono esclusi da riconoscimenti vari solo due comuni.
La nostra valle è un tesoro da valorizzare, i miei complimenti a chi lo sa fare.


Dal sito ANSA.IT :

[...] ROMA - Bello stabile sull'Italia dei tuffi estivi. Anche per il mare edizione 2010 sono in crescita le spiagge dove sventolerà la Bandiera Blu, il vessillo che indica mare pulito ma anche servizi eco, come raccolta differenziata, piste ciclabili, accessibilità per tutti. Sono 231 le spiagge doc per queste vacanze, 4 in più rispetto allo scorso anno, rappresentative di 117 comuni italiani e che corrispondono a circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Nel capitolo approdi turistici i premiati sono 61. Il riconoscimento, è stato assegnato questa mattina a Roma, nella sede della Regione Lazio, dalla Federazione per l' educazione ambientale (Fee) in collaborazione con il Consorzio nazionale batterie esauste (Cobat). Secondo il segretario generale della Fee, Claudio Mazza, i dati dimostrano l'impegno crescente delle località turistiche marine rispetto "alla sempre maggior pressione del turismo sul patrimonio ambientale" che "impone ai Comuni di affrontare sempre nuove sfide per migliorare i propri standard di qualità orientando tutti i propri impegni in chiave di sostenibilità".
In particolare, la Liguria, con 17 località, una in più dello scorso anno, guida la speciale classifica regionale.
- LIGURIA (17): Camporosso, Bordighera (Imperia); Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazza (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici, Ameglia - Fiumaretta (Lerici).[...] Continua a leggere

lunedì 10 maggio 2010

La memoria storica si ritrova in rete.

Ieri quasi per caso ho incontrato girovagando in rete un personaggio nato a Isolabona nel 1814 che di strada ne ha fatta tanta. Ho così messo in moto le mie ricerche e inviato mail. Oggi ho ricevuto la risposta alla mia mail. Mi sono stati inviati alcuni riferimenti dove poter trovare notizie documentate su questo personaggio. Uno di questi è Il Dizionario Biografico degli Italiani , che non conoscevo, ebbene qui ho trovato molte notizie su questo personaggio e molto ben documentate.
Ovviamente non posso parlarvi di questo personaggio perché devo approfondire la sua figura, ma posso solo dire che Isolabona ha dato i natali a un personaggio di valore, che ha concluso la sua vita a Roma nel 1884. Un personaggio di cui si è persa memoria storica nel luogo dove è nato.
Vi parlerò di lui quando avrò concluso le mie ricerche. Ancora una volta la rete si è rivelata uno strumento eccezionale dove ritrovare la memoria storica.

domenica 9 maggio 2010

Passeggiata serale a Dolceacqua e Isolabona.




Ciao,
giovedì sera dopo cena ho fatto una sortita con mia figlia Simona e compagna universitaria Rachele (di Verona) per un tocca e fuga nella vallata.

Tranquillità unica, tra le 22 e le 23, sia a Dolceacqua che ad Isolabona abbiamo incontrato una persona, anche se effettivamente la serata non era proprio primaverile (10°).

Allego alcune foto del giro; mi è dispiaciuto vedere sulla piazzetta sul fiume ad Isolabona la statua con arpa di David M. Marani seriamente rovinata.

L'imbecillità non ha patria:(((

Saluti, Marco.

P.s.: mi piace il contrasto colore e (quasi) bianco e nero tra persone ed affresco (non so se è giusto chiamarlo così) di Barbadirame.
Cosa ne pensate?
P.p.s.: per chi non la conosce la mia "bimba" ventenne è quella con i jeans più chiari.
Questa è la mail che ho ricevuto oggi da parte di Marco, un mio lettore di Ventimiglia. Mi ha fatto molto piacere il fatto che abbia pensato di portare l'amica di sua figlia a fare un giro in val Nervia e di fermarsi anche a Isolabona. Purtroppo la vita sociale serale della vallata è comune in tutti borghi e incontrare persone tra le 22 e le 23 è assai raro. L'osservazione di Marco alle opere d'arte di David Maria Marani la denunciai qui mentre qui ci pensò Marino Cassini. Per onor di cronaca, giusto Mercoledì scorso ho avuto un colloquio fortuito con il nostro Sindaco che mi ha informato che i due Angeli sempre di David Maria Marani, che erano stati posizionati all'entrata della "crotta" che conduce alla piazza della fontana, sono in fase di restauro (sick) e che presto saranno posizionati in altro luogo.
Non so se l'opera di Barbadirame si tratta di pittura muraria o di affresco e il contrasto tra il bianco e nero e il colore a me piace. Il sorriso di due belle ventenni è superiore a tutto.
Spero che Rachele conservi un bel ricordo di questa passeggiata nei carugi di Isolabona e Dolceacqua, grazie Marco per questo tuo contributo fotografico.

venerdì 7 maggio 2010

I bambini di Isolabona fanno gli auguri alla mamma così

Questa mattina ho incontrato quella che per cinque anni è stata la maestra di mio figlio, Ines. Con lei molti  bambini di Isolabona hanno affrontato il primo percorso formativo e di lei, come per tutte le altre maestre che l'hanno affiancata, conservo un bel ricordo come lo conservano tutti bambini.
Nella nostra breve chiacchierata mi ha raccontato in che modo quest'anno i bambini della scuola primaria hanno preparato il pensiero per la festa della mamma. L'ho trovato molto originale e le ho chiesto di scrivermi qualche riga per un post.
Questa sera ho ricevuto la sua mail con le motivazioni e alcune sue riflessioni.

Ines scrive:

[...] Ho aderito all'iniziativa promossa dal giornale "La Rivera" per l'originalità dell'idea: inviare un messaggio d'auguri alla propria mamma attraverso un giornale, a scuola, non l'avevamo mai fatto!
I bambini sono stati entusiasti ed hanno aperto il loro cuore per esprimere, con le parole, il loro amore per la mamma. Il risultato è stato sorprendente... Oggi, quando sono arrivata a scuola con tutte le copie, il loro entusiasmo era alle stelle. Ho steso il giornale su ogni banco ed hanno iniziato a leggere i loro messaggi. Gli alunni di classe prima non avevano mai aperto un quotidiano: era la prima volta ... I loro occhi scintillavano per l'emozione... come i miei, perché anch'io ho scritto il messaggio alla mia mamma...
Abbiamo poi confezionato il giornale con un bel nastro rosso e con un cuore portafoto che gli alunni hanno realizzato con l'insegnante di inglese ed ecco un regalo singolare ed importante.
All'uscita le mamme attendevano trepidanti perché sapevano di una  sorpresa, ma niente altro...Anche loro avranno avuto gli occhi lucidi nel leggere ed avranno abbracciato i loro figli con quell'immenso calore che solo le braccia di una mamma possono dare! [...]
 
Devo confidarvi che mi mancano molto questi gesti a cui Ines mi aveva un po' viziata, frequentando la scuola secondaria si perdono completamente queste abitudini. Sarà per questo motivo che conservo gelosamente alcuni dei pensieri che nel corso dei cinque anni mi sono stati dedicati per questa festa?
E a voi mancano?
 

giovedì 6 maggio 2010

Avvenimenti climatici del 1810 raccontati da Gio Antonio Cane

Ricordavo di aver letto un passo del manoscritto di Gio Antonio Cane che narrava di una primavera piovosa. Questa sera l'ho cercato e l'ho trovato. Ciò che più mi ha colpito, è l'anno di riferimento ossia 1810. Sono trascorsi esattamente 200 anni e mi è sembrato di rileggere la cronaca di questi primi cinque mesi del 2010.  La mia unica speranza è che i rimanenti sette non siano così!!!

                                                             Manoscritto autentico
 
Dal manoscritto di Gio Antonio Cane trascritto da Marino Cassini
[...] 1810  Avenimenti che sono venuti in questo anno
il mese Genaro e febraro sono passati mediocre cioè poche  aque  e fredo ordinario cioè  mediocre
il mese Marzo e venuto arie rigidi e erano pochi i giorni che non piovese  ma minuto che no  si poteva aramar ne coglie le ulive e questo  tempo  à  continuato  sino li undeci  aprile la note  delli undeci e calato borasca e vento grosso e aqua  e poi si e messo il bon  tempo e il resto  del mese e stato  caldo che pareva il  mese agosto  li 5 Maggio abiamo avuto cinque homini alla morinela nelle ulive  e hanno lavorato solo due fasciete e cioè  la tornà  sotana e  quela della sorba perchè  era già  dura
li  6. che era  giorno di Domenica  che si e  fato la festa  della Croce e venuto laqua e ha continuato quasi tutto il giorno e  poi  tutto il mese magio sono stati pochi i giorni che non abia piovuto  prencipalmente le domeniche siche non si è pottuto ne lavorar ne seminar faiscioli ne far fieno per il motivo della gran aque il mese giugno poi ha incominciato con aqua e continuato tutto il mese le  foiscie dapertutto erano  più abondante che il mese Genaro e febraro  le ritane dapertute le parti erano abondanti morinela per tutto il mese Giugno e meta luglio sono sempre stati con acqua corrente la foiscie del giardin sotto lo fico delli Tolomei  era sempre abondante in somma ha piovuto sette Domeniche a forsa  il giorno della Santissima Trinità  che è  stata li 17 giugno   a piovuto tutta la note e tutto il giorno a forza il  mese di luglio poi ogni otto giorni pioveva alla morinela per tutto il mese luglio si pò dire che nesciun sapeva la sua giornata del aqua perché si aquava attute le ciuse e ne colava ancora soto il ponte per due
li  6.Agosto e venuto un grosso temporal e an ingrossato li fiumi  e valoni al pon abiamo sempre aquato a sorso sino a questo ogi
li  13 dato e venuto altro temporal  ha piovuto come d'jnverno e calato sboire e liscie e ritane come nel corpo del jnverno
li 21 : e 22 à  piovuto tutti i due giorni  li 4 setembre a piovuto  a  forssa  in  Piemonte li fiumi si anno portato li ponti cioè  del Vernante e del racavion ed altri
il  mese  ottobre e  passato mediocre insomma  in questo anno  noi abiamo  adaquato solo  che due  vorte nella  nostra giornata  alla morinela  e  a Gonte solo che tre vorte e noi li  abiamo avuti stagionali li faiscioli ne abiamo avuto quarte venticinque rosci e nostrani
il mese Novenbre erano pochi i giorni che non piovesse
la note delli trenta e tutto il giorno à  piovuto a derrupo  che  a fato molti dani alla campagna e bedali delli defici e molin e alli fruti  delle ulive come si vedrà  poi apresso si e carcolato che li fruti delle ulive si siano perdute la quinta parte e quelle che si sono  racorte  atteso la  piuvia  che continuava  si  racoglievano bagnate e marce disoto una  giornata cioè  dieci  otto bissache favano  rubi nove o  dieci
perche erano marce [...].

mercoledì 5 maggio 2010

5 Maggio 1860 I MILLE, ecco alcuni di loro.

Circa tre mesi fa l'amico Giacomino Rodini mi disse di avere nella sua biblioteca due volumi scritti da Giuseppe Garibaldi dal titolo I Mille e se mi poteva interessare la visione. Sapendo che Giacomino possiede una libreria di tutto rispetto, ho accettato il suo invito.
Oggi mi sembra il giorno più adatto per parlarvene visto che ricorrono i 150 anni dall'inizio di quell'avventura che si concluse con l'Unità d'Italia.
Il primo volume inizia con una appendice di Giuseppe Garibaldi, Caprera 1 Ottobre 1874
La prefazione, dedicata alla gioventù italiana, inizia così:
«Eccovi un altro mio lavoro, questo lo dedico a voi, non perché sia migliore degli antecedenti, ma perché voi troverete dei fatti compiuti dai vostri antesignani e fedelmente narrati da me, testimonio oculare».
Firmata Giuseppe Garibaldi Caprera 21 e 22 Gennaio 1873

Il secondo volume in seconda copertina riporta: 
I Mille, biografie per Alberto Mario stampato a Genova Regio stabilimento Lavagnino 1873
Il primo volume è suddiviso in capitoli come I Mille, Il cinque maggio, La prigionia, Napoli, La camorra.......sono 64 capitoli che raccontano con gli occhi di Garibaldi tutta la spedizione.
Ciò che più mi ha colpito di questi due volumi sono molte tavole che rappresentano i volti dei mille, con il loro nome, cognome e luogo di provenienza.  





Non mi era ancora capitato di guardare il viso dei partecipanti a questa spedizione, spero di aver fatto cosa gradita anche a voi.


 

lunedì 3 maggio 2010

Le sculture del mio amico Gabi

Sabato pomeriggio siamo andati a trovare un amico nella sua casa di campagna, è il luogo dove si rifugia appena può, qui ha un uliveto e piante da frutto e un piccolo laboratorio dove può dare sfogo alla sua creatività artistica. Per lui un inutile e arrugginito ferro vecchio non ha ancora esaurito la sua vita e lo trasforma, saldandolo con altri, in oggetti piccoli o grandi a cui poi da loro un nome. Questi sono alcuni esempi.



Queste non sono le uniche, infatti è molto attratto dalle sculture mobili di Alexander Calder,
guarda anche qui e ne ha costruite alcune. La loro costruzione è molto laboriosa perché intervengono principi d'equilibrio molto difficili da attuare.


Ogni pezzo toccandolo si muove anche in direzioni diverse senza far ondeggiare l'intera struttura.
Mi piace la sua creatività, perché in ogni oggetto creato si può percepire passione.
Ammiro chi sa creare e assemblare con logica.
E voi cari amici come siete messi con la creatività e con i lavori manuali?

domenica 2 maggio 2010

Arum Italicum


L'anno scorso pubblicai un post dedicato ai Gigari, questo.
Scattai delle fotografie e chiesi al mio esperto di botanica, Alfredo Moreschi, di darmi informazioni a riguardo.
Quando ricevetti la scheda tecnica relativa a questa specie, mi ripromisi di fare una fotografia durante questa primavera. Eccola, ci sono riuscita e devo ammettere che sono stata molto fortunata perché questo esemplare di Arum Italicum è praticamente nato in un luogo in cui giornalmente ci passo come minimo quattro volte, quando si dice la fortuna.
L'unica cosa che mi preoccupa è che il seme è un piatto prelibato per le bisce...