sabato 27 febbraio 2010

La fontana, parte terza.

Disegno di E. Chigot primi anni del 1900

Quello che segue è il commento che ha lasciato questa sera il tecnico del comune di Isolabona, geometra Silvano Lamberti.
Mi sembra doveroso pubblicarlo sotto forma di post per dare all'Amministrazione la dovuta visibilità.
A questo punto non ci resta altro da fare che aspettare. Comunque, vorrei aggiungere che, questo materiale usato per l'impermeabilizzazione, non mi piace, è lucido, e dà un effetto plastico che mal combina con l'insieme delle pietre scistose che la compongono.

Silvano Lamberti ha detto...

In quanto citato da Alberto e visti i commenti, voglio precisare quanto segue.
Con richiesta ns. prot. n. P1791 del 01/07/2008 di autorizzazione rivolta al Ministero dei Beni Culturali c/o la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria con sede in Genova, l'Ufficio Tecnico faceva istanza per l'esecuzione di lavori urgenti per la manutenzione straordinaria della fontana. Il 30/08/2008 la Soprintendenza comunicava che per emettere l'autorizzazione di competenza "appare necessario effettuare un sopralluogo congiunto per individuare le opere necessarie ad eliminare le cause del degrado..".
Dopo mesi l'Architetto della Soprintendenza è intervenuto ed è stato effettuato il sopralluogo citato.
Le prescrizioni, valutate e concordate, sono state quelle di provvedere: prima di tutto alla ripresa della spaccatura di forma circolare dello strato superficiale dell'intonaco a tenuta stagna del fondo della vasca ottagonale ed alla sigillatura stagna dei giunti delle lastre in pietra formanti il perimetro della stessa; con la prescrizione dell'utilizzo di materiali adeguati al manufatto, in particolare mantenendo l'impermeabilizzazione dell'interno con colorazione il più possibile simile all'aspetto delle pietre che formano la vasca stessa.
Pertanto l'Amministrazione tramite l'Ufficio Tecnico ha incaricato la Ditta Fognini, in quanto già operante in loco e disponibile ad effettuare i lavori a titolo gratuito.
Lavori che allo stato attuale sono in corso. Il deprecato fondo azzurrino che si nota adesso è semplicemente la prima mano del materiale impermeabilizzate. La vasca è stata riempita in quanto occorre aspettare e verificarne la tenuta per poi completare l'opera che sarà nel suo interno, all'aspetto, con la colorazione il più vicino possibile alla pietra con la quale la vasca è formata, secondo le prescrizioni sopra riportate.
Grazie per l'attenzione.

In quanto citato da Alberto e visti i commenti, voglio precisare quanto segue.
Con richiesta ns. prot. n. P1791 del 01/07/2008 di autorizzazione rivolta al Ministero dei Beni Culturali c/o la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria con sede in Genova, l'Ufficio Tecnico faceva istanza per l'esecuzione di lavori urgenti per la manutenzione straordinaria della fontana. Il 30/08/2008 la Soprintendenza comunicava che per emettere l'autorizzazione di competenza "appare necessario effettuare un sopralluogo congiunto per individuare le opere necessarie ad eliminare le cause del degrado..".
Dopo mesi l'Architetto della Soprintendenza è intervenuto ed è stato effettuato il sopralluogo citato.
Le prescrizioni, valutate e concordate, sono state quelle di provvedere: prima di tutto alla ripresa della spaccatura di forma circolare dello strato superficiale dell'intonaco a tenuta stagna del fondo della vasca ottagonale ed alla sigillatura stagna dei giunti delle lastre in pietra formanti il perimetro della stessa; con la prescrizione dell'utilizzo di materiali adeguati al manufatto, in particolare mantenendo l'impermeabilizzazione dell'interno con colorazione il più possibile simile all'aspetto delle pietre che formano la vasca stessa.
Pertanto l'Amministrazione tramite l'Ufficio Tecnico ha incaricato la Ditta Fognini, in quanto già operante in loco e disponibile ad effettuare i lavori a titolo gratuito.
Lavori che allo stato attuale sono in corso. Il deprecato fondo azzurrino che si nota adesso è semplicemente la prima mano del materiale impermeabilizzate. La vasca è stata riempita in quanto occorre aspettare e verificarne la tenuta per poi completare l'opera che sarà nel suo interno, all'aspetto, con la colorazione il più vicino possibile alla pietra con la quale la vasca è formata, secondo le prescrizioni sopra riportate.
Grazie per l'attenzione.

In quanto citato da Alberto e visti i commenti, voglio precisare quanto segue.
Con richiesta ns. prot. n. P1791 del 01/07/2008 di autorizzazione rivolta al Ministero dei Beni Culturali c/o la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria con sede in Genova, l'Ufficio Tecnico faceva istanza per l'esecuzione di lavori urgenti per la manutenzione straordinaria della fontana. Il 30/08/2008 la Soprintendenza comunicava che per emettere l'autorizzazione di competenza "appare necessario effettuare un sopralluogo congiunto per individuare le opere necessarie ad eliminare le cause del degrado..".
Dopo mesi l'Architetto della Soprintendenza è intervenuto ed è stato effettuato il sopralluogo citato.
Le prescrizioni, valutate e concordate, sono state quelle di provvedere: prima di tutto alla ripresa della spaccatura di forma circolare dello strato superficiale dell'intonaco a tenuta stagna del fondo della vasca ottagonale ed alla sigillatura stagna dei giunti delle lastre in pietra formanti il perimetro della stessa; con la prescrizione dell'utilizzo di materiali adeguati al manufatto, in particolare mantenendo l'impermeabilizzazione dell'interno con colorazione il più possibile simile all'aspetto delle pietre che formano la vasca stessa.
Pertanto l'Amministrazione tramite l'Ufficio Tecnico ha incaricato la Ditta Fognini, in quanto già operante in loco e disponibile ad effettuare i lavori a titolo gratuito.
Lavori che allo stato attuale sono in corso. Il deprecato fondo azzurrino che si nota adesso è semplicemente la prima mano del materiale impermeabilizzate. La vasca è stata riempita in quanto occorre aspettare e verificarne la tenuta per poi completare l'opera che sarà nel suo interno, all'aspetto, con la colorazione il più vicino possibile alla pietra con la quale la vasca è formata, secondo le prescrizioni sopra riportate.
Grazie per l'attenzione.

In quanto citato da Alberto e visti i commenti, voglio precisare quanto segue.
Con richiesta ns. prot. n. P1791 del 01/07/2008 di autorizzazione rivolta al Ministero dei Beni Culturali c/o la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria con sede in Genova, l'Ufficio Tecnico faceva istanza per l'esecuzione di lavori urgenti per la manutenzione straordinaria della fontana. Il 30/08/2008 la Soprintendenza comunicava che per emettere l'autorizzazione di competenza "appare necessario effettuare un sopralluogo congiunto per individuare le opere necessarie ad eliminare le cause del degrado..".
Dopo mesi l'Architetto della Soprintendenza è intervenuto ed è stato effettuato il sopralluogo citato.
Le prescrizioni, valutate e concordate, sono state quelle di provvedere: prima di tutto alla ripresa della spaccatura di forma circolare dello strato superficiale dell'intonaco a tenuta stagna del fondo della vasca ottagonale ed alla sigillatura stagna dei giunti delle lastre in pietra formanti il perimetro della stessa; con la prescrizione dell'utilizzo di materiali adeguati al manufatto, in particolare mantenendo l'impermeabilizzazione dell'interno con colorazione il più possibile simile all'aspetto delle pietre che formano la vasca stessa.
Pertanto l'Amministrazione tramite l'Ufficio Tecnico ha incaricato la Ditta Fognini, in quanto già operante in loco e disponibile ad effettuare i lavori a titolo gratuito.
Lavori che allo stato attuale sono in corso. Il deprecato fondo azzurrino che si nota adesso è semplicemente la prima mano del materiale impermeabilizzate. La vasca è stata riempita in quanto occorre aspettare e verificarne la tenuta per poi completare l'opera che sarà nel suo interno, all'aspetto, con la colorazione il più vicino possibile alla pietra con la quale la vasca è formata, secondo le prescrizioni sopra riportate.
Grazie per l'attenzione.

venerdì 26 febbraio 2010

La fontana, parte seconda.

Questa sera ho avuto un colloquio con il Sindaco, al quale ho fatto vedere la fotografia...non aveva ancora visto la fontana e ne è rimasto profondamente colpito. Dopo aver fatto una telefonata, mi ha detto che così non resterà!!!
Il colore scelto non era azzurro ma grigio_verde, tinta scelta dalla belle arti.
Allora mi chiedo, questo azzurro da dove è uscito visto che sono previste ben quattro mani di isolante? È mai possibile che i responsabili dei cantieri non si trovino mai nel posto giusto e al momento giusto?
Continua.....

giovedì 25 febbraio 2010

La nostra fontana...che scandalo.

Qualche giorno fa, passando dalla fontana, ho notato che le erano stati fatti dei ritocchi...
Credevo, forse ingenuamente, che fosse un primo trattamento impermeabilizzante su cui poi farne un altro. Questa sera, ho ripercorso la stessa strada di alcuni giorni fa e ho dovuto constatare che la vasca è piena, come a stare significare che i lavori sono ultimati.
Vorrei sbagliarmi, perché una fontana del 1486 non può essere trattata in questo modo.
È stata la protagonista del mio articolo su New Magazine Imperia, questo, è considerata da tutti il simbolo di questa comunità e ora, l'hanno trattata come se fosse una piscina!!! Lo considero un oltraggio alla nostra memoria storica.

Dal Libro di Andrè Cane

Au fil de la Nervia

pag. 33


[...] Il ponte, la breve volta e subito a sinistra, ai piedi della “Bunda” una piazzetta inclinata raccolta fra tre alte facciate: in mezzo, la fontana.

È lì, umile senza grandi pretese artistiche, specchio delle linee semplici e della povertà che la circondano.

Alla base, la sua vasca esagonale, fatta con spesse lastre di pietra scura rinforzate da robusti tiranti di ferro.

Al centro una piccola colonna di marmo ricoperta di muschio nella sua parte immersa, coronata da una vasca lenticolare marmorea, che restituisce il suo contenuto attraverso quattro tubicini in metallo: sopra il tutto una graziosa palla di pietra.

Da un lato una data: 1486, certamente quella della sua costruzione.

Da quasi cinque secoli, il suo mormorio continua a ritmare la vita della comunità, così come il rumoreggiare del torrente Nervia e il tintinnio delle campane.

All’alba, ma soprattutto al tramonto, le donne la circondavano, arrivando dai “carrugi”, dalla “ Bunda” o dal più lontano “Buteghin”, con la loro “seglia” dal profilo elegante sulla testa .

La “ fontana” era per le donne quello che il “ponte” rappresentava per i suoi abitanti maschi.

Un luogo collettivo dove ogni giorno si compiva il rito monotono e inevitabile di una corvée domestica, ma anche il punto d’incontro ideale dove si trasmettevano in confidenza, le ultime notizie del posto e i pettegolezzi che eccitavano la curiosità.

Le attese, spesso lunghe intorno alla fontana, favorivano queste chiacchiere, che suppongo, fossero assai coinvolgenti.

Esse si prolungavano ben oltre il tempo che le due interlocutrici impiegavano per posare sul loro capo rigido, la seglia (brocca) piena che tenevano assolutamente immobile[...].



martedì 23 febbraio 2010

La mente umana...

Questa fotografia l'ho scattata questa sera nel parcheggio dove si trovava la mia macchina.
Mi ha colpito e non ho potuto resistere a fotografarlo.
Non si trova a Isolabona ma a Dolceacqua.
Quale mente ha potuto pensare di scrivere una cosa del genere?
Questo posto riservato ai disabili è l'unico tra un centinaio o forse più di posti auto. A chi può dare fastidio?
Non so darmi una risposta a questi quesiti. Non riesco a capire perché la mente umana possa arrivare a tanto.
Quali frustrazioni avrà subito il suo autore?
Qualche giorno fa su Fb è nato un gruppo dal titolo "Facciamo tiro al bersaglio con i bambini Down", qui un articolo , quando l'ho visto girare non potevo credere che si potesse arrivare a tanto...ma che società è questa?
Questi avvenimenti mi fanno riflettere come persona e soprattutto come madre, spero di aver insegnato a mio figlio certi valori!!!

domenica 21 febbraio 2010

Abitare in un frantoio storico, a Isolabona succede anche questo.

Questo pomeriggio ho fatto visita a una mia vicina di casa che abita in una casa speciale. Personalmente la reputo un museo perché, trattasi di un frantoio storico di Isolabona, uno di quelli che fu costruito dai Doria. La sua ristrutturazione è costata molta fatica, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto umano, essendo non accessibile con mezzi meccanici. Si trova infatti posizionato sulla sponda sinistra del torrente Nervia salendo verso Pigna. Durante i lavori di ristrutturazione sono state mantenute le forme originarie dell'esterno mentre, al suo interno, è stata sacrificata una sola macina e i pozzetti di decantazione per fare spazio a alla scala per accedere al secondo piano. Gli scuri e le porte sono ancora quelli originali, la vecchia ruota di ferro è ancora li, malconcia, per essere restaurata richiede uno sforzo non indifferente...
Un recupero da parte di Armanda eccezionale.
Questo edificio rappresenta sicuramente una parte importante della storia di questo luogo, ma, forse, a pochi, interessa recuperare in generale la cultura storica di Isolabona.
Spero di sbagliarmi, ma ora, i dati mi confermano questo!!!

Di seguito troverete l'album fotografico, cliccandoci sopra potrete accedervi. Potrete così valutare voi stessi se ciò che ho scritto è vero oppure no.


2010_02_21frantoio
 

Qui invece vi avevo fatto scoprire le sorti di un altro frantoio storico




sabato 20 febbraio 2010

Primati liguri

                                                          Immagine reperita in rete

Oggi mentre rileggevo il periodico trimestrale La Casana n°3/2009 della banca Carige, sono capitata in questo piccolo articolo.

Altro primato ligure

[...] È la Liguria la regione dove si spende di meno per organizzare il giorno delle nozze: Per l'esattezza 13.487€, a fronte di una media nazionale di 21.200€. È quanto emerge da un recente sondaggio condotto fra gli utenti del sito matrimonio.it
Nella curiosa graduatoria i liguri sono seguiti da Emilia Romagna(14.189€) e Veneto (16.954€) mentre non si bada a spese, per rendere indimenticabile il grande giorno, in Basilicata(39.385€), in Campania(25.874€) e Abruzzo(25.820€). E se il ricevimento è la spesa che pesa di più nel budget complessivo, la Liguria insieme agli sposini del Trentino-Alto Adige abbassa i costi invitando 91 ospiti rispetto a una media nazionale di ben 130 invitati[...].
Non posso negare che queste cifre mi hanno colpito, spendere così tanti soldi per una cerimonia mi sembrano proprio sprecati, anche perchè alcuni giorni fa ho letto quest'altro articolo su La Repubblica Genova.It:

Liguria regione di divorzi
Fallisce una coppia su tre.

[...] Nel primo semestre 2009, Liguria batte Italia 366 divorzi per mille matrimoni contro una media nazionale di 234. Terzo posto nelle separazioni dietro Piemonte e Trentino. Forti differenze lungo la Penisola: stabilità maggiore al Sud

 
Immagine reperita in rete
Liguria, regione di divorzi. Nel primo semestre 2009, Liguria batte Italia 366 divorzi per mille matrimoni contro una media nazionale di 234. Il non inviadibile primato aggiudicato alla nostra regione dal ministero della Giustizia.

Nelle separazioni, alla Liguria va la medaglia di bronzo. Su mille matrimoni, la media resta alle spalle solo del Piemonte e del Trentino che distacca la Liguria di un solo punto. Da Ventimiglia a La Spezia, si separano 392 coppie su 1000; in Piemonte 418, in Trentino 393. Continua a leggere
Niente male vero?
Dopo aver riflettuto su questi dati, sono giunta a una mia conclusione.
In Liguria si risparmia sul matrimonio perché le probabilità che si arrivi al divorzio o alla separazione sono veramente alte e come sappiamo, anche questi costano molto!!!
Il mio matrimonio è costato veramente poco, diciamo che è stato solo una formalità in municipio dopo cinque anni di convivenza, a gennaio ho festeggiato i miei primi diciassette anni  ♥♥♥
E voi come la pensate, siete per matrimoni maestosi?

giovedì 18 febbraio 2010

Nostalgia

Ho nostalgia di questi colori.
Il colore dell'alba sul nostro mare.
Il mare del Ponente Ligure!





mercoledì 17 febbraio 2010

U SCÜROTTU

Fotografia scattata l'anno scorso (Nino)


Oggi a Isolabona si è svolto lo SCÜROTTU, la tradizionale festa "profana" che si svolge tutti gli anni il mercoledì delle ceneri. Purtroppo i miei impegni non mi hanno permesso di recarmi dal Buteghin a scattare qualche fotografia. Credo non esista isurenco che non abbia partecipato almeno una volta. Quest'anno il tema erano i Romani. Il ritrovo è stato al ristorante Piombo, da li sono partiti chissà per quali mete, in compagnia della bandina.
Forse erano anni che la pioggia non rovinava questa festa, ma sono sicura che chi vi ha partecipato, ha trovato ugualmente il modo per divertirsi.

Ma che origini ha questa festa che richiama anche persone di altri paesi della valle?
Ho trovato un riferimento anche di questa tradizione nella ricerche di Maria Luisa. Lo ritengo molto interessante, perché ci offre una chiave di lettura anche storica.
Per quanto mi riguarda è doveroso da parte mia, pubblicarlo. Anche per questa tradizione, le ricerche condotte da Maria Luisa e da Marino Cassini, si sono rivelate uno fonte importante.

Fotografia scatta l'anno scorso (Simone)



U SCÜROTTU
Di Maria Luisa Settone

La tradizione

Mentre il Carnevale cessa ovunque alla mezzanotte del Martedì Grasso, a Isolabona si prolunga anche nella prima giornata di Quaresima e prende lo strano nome di scürottu di difficile interpretazione. La tradizione vuole che gruppi di giovani mascherati, cantando, fischiando, suonando strumenti musicali in modo sgangherato, seguiti da un codazzo di gente che vuole continuare i divertimenti carnascialeschi, si rechino di buon mattino in casa di un comune amico, lo sorprendano ancora immerso nel sonno, lo leghino nelle lenzuola e lo portino così impacchettato nella sua cantina condannandolo a offrire gratuitamente il suo vino.
Il perché di tale tradizione non è ben chiaro: sembra si tratti di una punizione per l’accidia dimostrata dal dormiente il quale non ha voluto alzarsi in tempo per assistere al rito delle Ceneri e iniziare il periodo di penitenza e digiuno, E’ da notare che lo scotto da pagare da parte del malcapitato consiste solo in bevande. Nessun cibo solido viene richiesto, forse in considerazione del fatto che le bevande non interrompono il digiuno. C'è da considerare però che ogni parroco ha sempre tentato di scalzare e abolire tale tradizione.
Nonna Marì, la più anziana del paese, dalla mente ancora lucida, mi ha raccontato un'altra versione circa la nascita della tradizione. Sembra, secondo il suo racconto, che tragga origine da una azione profanatoria del sacramento dell'Eucarestia.
Nel 1887, dopo il terremoto che causò il crollo della chiesa parrocchiale di Baiardo, in Isolabona, dato che non si erano avuti gravi danni, durante la messa di ringraziamento, che si svolse nel primo giorno di Quaresima, alcuni individui, capeggiati da certo Battarin, inscenarono una cerimonia blasfema offrendo ai presenti al momento dell'Eucarestia vino e fettine di rapa ritagliate a mo' di ostie.
Si ritiene probabile che la persona "legata nelle lenzuola" rappresenti quel tale Battarin che annualmente deve pagare per la profanazione da lui ideata.

martedì 16 febbraio 2010

Grazie a voi, basta televisione!!!

Fallimento completo. Potrei definire in questo modo il mio riavvicinamento ai programmi televisivi di ieri sera. Non ritornerò sui miei passi, continuerò a passare le mie serate davanti al pc, almeno qui, interagisco con persone che esprimono una loro opinione, esprimono i lori sentimenti e mettono a disposizione le loro conoscenze, insomma qui si usa la testa!
Sicuramente qualcosa di buono c'era anche ieri sera, ma, non fa più per me.
A tutti quelli che pensano che, passare ore davanti a uno schermo usando una tastiera sia tempo perso, dico, per me non lo è!
Certo che bisogna fare anche nella rete una bella cernita, di spazzatura ne troviamo in abbondanza.
Sono contenta di aver incontrato delle bellissime persone e di condividere con loro questo viaggio.

lunedì 15 febbraio 2010

Questa sera guarderò la televisione.

Sono quasi due anni che non guardo più la televisione. Questa sera voglio fare un esperimento, spengo il pc e vado a verificare se la mia scelta ha ancora un senso.
Mi ricordo che quando ero bambina il lunedì sera rappresentava un grande giorno per le trasmissioni televisive, sul primo canale Rai, veniva trasmesso un grande film, questa sera cosa ci sarà? Vado a vedere.
Vi saluto, domani vi racconto.

sabato 13 febbraio 2010

Fidanzamento e matrimonio, tradizioni in val Nervia del secolo scorso.

Domani sarà San Valentino, la festa degli innamorati. Personalmente questa, come molte altre, per me passerà come un giorno qualsiasi. Ognuno di noi è libero di comportarsi nel modo che meglio crede, dando importanza a ciò in cui crede di più.
Gli usi e i costumi del fidanzamento e del matrimonio sono cambiati, io per prima, non ho seguito le tradizioni, ma scoprire come avvenivano questi riti nella nostra bella valle e a Isolabona mi incuriosisce. Ho trovato, nella tesi del 1957 di Maria Luisa Saettone, la moglie di Marino Cassini, un paragrafo dedicato al fidanzamento e al matrimonio. Leggendolo non ho potuto resistere di inserirlo nel post per San Valentino, perchè ci racconta di tradizioni andate perdute.
I tempi cambiano, giustamente, ma ricordare non fa mai male.



Fidanzamento e matrimonio
Di Maria Luisa Saettone


[...]Il periodo del caregnää (amoreggiare) faceva parte dell'eterno gioco dell'amore. Gli innamorati, a seconda del paese, avevano una denominazione particolare. A Isolabona, ad esempio, lui veniva definito bardäsciu, un termine oggi totalmente desueto il quale aveva il significato di giovane da marito. Lei, a Dolceacqua, veniva definita u s-ciancurelo. Tale parola ha anche un altro significato e sta ad indicare un grappolino d'uva. Un gentile omaggio di galanteria che i giovani fanno alle fidanzate paragonandole a chicchi d'uva che oltre a contenere zucchero possono anche, col loro contenuto, far girare la testa.
Vigevano pratiche ingenue che permettevano alle ragazze di sapere se si sposavano entro l'anno. Ad esempio una sartina che cercava un capo del filo in una arruffata matassa se non lo trovava rimaneva zitella.
Ogni ragazza, per sapere se avrebbe sposato un uomo ricco, nascondeva sotto il cuscino tre fave di cui una con la buccia, una sbucciata a metà e l'altra interamente. Durante la notte, al buio, ne sceglieva una e avrebbe così saputo se il futuro marito sarebbe stato una persona ricca, parzialmente benestante o povera.
Esisteva pure il sistema di gettare il primo giorno dell'anno una pantofola contro la porta: se questa si fermava con la punta rivolta verso l'uscio significava che la ragazza si sarebbe sposata entro l'anno. Il De Gubernatis, nel suo libro Storia comparata degli usi nuziali in Italia (Milano, 1869) rileva che persino in Russia vigeva un uso analogo e scrive "si gettava una pianella sopra la strada; lo sposo dovrà arrivare da quella parte verso la quale si volge la punta della pantofola".
Per informare i genitori dell'intenzione di sposare la loro figlia l'interessato era solito porre sulla soglia di casa della prescelta ün ciücu, un piccolo ceppo d'ulivo. Se il giorno dopo il ceppo non c'era più era segno che i genitori approvavano la proposta. Poteva accadere che qualche buontempone, per divertimento, portasse via nottetempo il ceppo o che un innamorato respinto lo trafugasse per impedire il matrimonio.
Poteva pure accadere che qualche pretendente, ignaro di essere stato preceduto, ponesse a sua volta il ciücu. In questo caso la famiglia pregava il banditore del paese, u batiuu da cria, di passare di caruggio in caruggio suonando una trombetta e informando la gente che si affacciava alle finestre: "U s'avarte che chi ä messu u ciücu sciü a porta de (seguiva il nome della famiglia) de andärlä a descciücää perché a giuvena a l'a giä enciücä" (Si invita colui che ha messo il ceppo sulla porta della famiglia (...) di toglierlo perché la giovane é già promessa).
Tale uso, scrive Giuseppe Ferraro, si riscontra anche a Serra San Bruno di Calabria dove "l'amante usa di notte mettere davanti alla casa della ragazza, da lui presa ad amare, un ceppo adorno di nastri, fazzoletti ecc. Se il ceppo é ritirato, la ragazza accetta l'amor suo, se no i parenti dicono : 'Non abbiamo figlie da marito' e allontanano il ceppo". Analogo uso si riscontra anche nell'Abruzzo".
A Isola gli innamorati respinti talvolta si vendicavano imbrattando la porta della ragazza con sostanze maleodoranti o le cantavano serenate con ingiurie più o meno sconce.
Eccone due riferite da un vecchio di Isolabona il quale, mentre le declamava, rideva forse ricordando la sua gioventù e i suoi trascorsi.

Bigina a Sciäcästrässe,
a figlia du bastéé ,
Cun tütte e sue cumpagne
che stän per lu cartié,
a seira a vä en retréta
cun tütti i giuvenoti
e, envece de camije
a ghe stira i manegotti.
Sti giuvenotti pöi,
a nu ve ne digu ran.
ché a ne dirìa trope
e u nu starìa ban.

Gardei che bala scöra
a n'ä mustrau en Acòla,
sta troia de Girola,
sta cavälä.
Caväle de omi frusti
a nu n'ämu mai vusciüu.
Adassu a me ne riu
de tue belesse.


(traduzione)
Bigina Schiaccapanni (Lavandaia)
la figlia del maniscalco
con tutte le sue compagne
che abitano nel quartiere
di sera si apparta
con molti giovanotti
e, invece delle camicie,
stira loro i manicotti.
Di questi giovani poi
io non vi dico nulla,
perché ne direi troppe
e non sarebbe convenient
Ma guardate che insegnamenti
hanno impartito ad Acòla,
a questa troia di Girola,
questa cavallona
Cavallone di uomini frusti
non ne abbiamo mai volute
E adesso me ne rido
delle tue bellezze


Poteva pure accadere che due innamorati, per rivalità fra le loro famiglie tentassero di tenere nascosta la loro relazione. Non era raro che qualche pretendente respinto rendesse nota tutta la faccenda tracciando per terra un caminetu de sene (sentiero di cenere) una lunga striscia di cenere che dalla casa di lei andava sino a quella di lui, e informando così tutto il paese.
Tali camineti de sene si tracciavano pure quando una donna sposata aveva una relazione illecita; in questo caso la striscia di cenere non iniziava dalla casa della donna, ma, in senso di disprezzo, incominciava dalla porta della sua stalla.
Totalmente scomparso in tutta la vallata l'uso riguardante i fidanzamenti fra giovani di paesi diversi. Consisteva nel far pagare una somma a colui che veniva a sposare una ragazza in un paese non suo. Era forse questa una reminiscenza del diritto familiare longobardo in cui era stabilito che, qualora un matrimonio avvenisse fuori della Sippe, lo sposo doveva pagare alla Sippe il guidrigildo pari al valore della sposa che si considerava in certo qual modo rapita alla sua comunità .
Una espressione caratteristica era ancora in uso alcuni decenni or sono per indicare le pubblicazioni di legge che venivano esposte nelle bacheche del municipio e della chiesa. Riferendosi ai due fidanzati si diceva i sun en ta gäggiä, sono nella gabbia, una allusione per indicare che il matrimonio era una trappola a due.
La cerimonia nuziale non presentava nulla di caratteristico, tranne l'analogia col battesimo. I due sposi, infatti, erano soliti lanciare dalla finestra ciucarin, papioti e ciapelette dolciumi vari, per lo iù caramelle ,nonché noci e mandorle. L'uso romano che la poesia di Catullo ha tramandato rimase a lungo vivo nella memoria degli Isolesi: "Ne diu taceat procax/fescennina iocatio,/ nec nuces pueris neget."
Il lancio delle noci conferiva alla cerimonia un sottile senso di melanconia in quanto stava a significare l'addio ai giochi dell'infanzia e l'abbandono della puerizia. Ma era una malinconia subito fugata durante il pranzo nuziale;perché non mancava mai qualche commensale che intonava strambotti e stornelli salaci che facevano arrossire la sposa. In questo vi era ancora un ricordo della "fescennina licentia" di cui il poeta latino parla nel suo carme dedicato al matrimonio di Manlio Torquato e Vinia Arunculeia[...].

giovedì 11 febbraio 2010

Nevicata a Dolceacqua



Oggi la neve è arrivata come avevano previsto.
Le immagini che vedete sono solo alcune che ho scattato questo pomeriggio a Dolceacqua.
La neve non mi piace, l'unico aspetto positivo che riesco a trovare è che rende il paesaggio stupendo, irreale.
La nevicata di oggi sarà da noi tutti ricordata perché si è verificata durante questo inverno già tormentato dalla nevicata di dicembre e dal gelo. Essendo una zona agricola a prevalenza di culture in piena aria e sotto pergolati di rete ombreggiante, questo clima mette a dura prova le aziende agricole, che stanno già attraversando un periodo molto negativo.
La mimosa e la ginestra sono le due culture da fiore che sicuramente ne risentiranno maggiormente perché pronte per la raccolta, ma anche per le fronde non sarà una passaggiata......
Godiamoci lo spettacolo della natura!!!

mercoledì 10 febbraio 2010

Bravo Dorian Gray

Foto del profilo di Dorian Gray
Ebbene si. Il mio amico di facebook, Dorian Gray, è riuscito anche questa volta a trovare la soluzione del crittogramma e mi ha fatto notare che c'era un errore nella sequenza dei numeri.
Non posso fare altro che gridargli BRAVISSIMO e considerarlo un vero esperto!!!

La soluzione è:

di qua,di la',di giu', di su' li mena.

Si trova nel canto quinto dell'inferno, verso 43 che recita : DI QUA, DI LA', DI SU, DI GIU' LI MENA.
[Il segno - è da leggersi come parola tronca, ad esempio come nella frase in men che non si dica]

Grazie a chi ci ha provato.

martedì 9 febbraio 2010

Crittogramma dantesco di Marino Cassini

In questo periodo il lavoro mi porta a non potermi occupare come vorrei del mio blog offrendovi post sulla storia e su curiosità del mio borgo.
Ecco quindi un altro bel giochino.
Si tratta di un crittogramma inviatomi dal caro Marino Cassini la settimana scorsa in allegato a una sua mail.
Cogliendo il mio invito a essere più «cattivello» si è inventato un crittogramma dantesco.
Provate a decifrarlo, la soluzione domani☺


CRITTOGRAMMA DANTESCO (2, 3, 2, 2, 2, 2, 2, 3, 2, 4)
D
D D LI - A
D
Come unico aiuto posso dire che la soluzione è un verso che si trova in uno dei più bei canti dell' INFERNO DANTESCO.
Chi non riuscirà a trovarlo, avrà il piacere di rileggere qualche canto del Divino Poeta.

lunedì 8 febbraio 2010

È un lucchetto.

Indovinare cos'è non è semplice, anche tenendolo tra le mani. Ho ho aggiunto in un mio commento che a una estremità del cilindro vi è una fessura e vi ho detto che l'oggetto risale a duecento anni fa o forse più, epoca in cui gli oggetti che usiamo nella nostra quotidianità erano molto più grossolani. Infatti questo è l'antenato dei nostri «lucchetti».
Infilando nella fessura la parte ricurva , si riesce a farla scorrere fino all'incastro che sblocca il meccanismo.

Questo lucchetto veniva usato per bloccare le porte con maniglia doppia, la «chiave» veniva usata anche come coltello e portata appesa alla cintura.
Mio marito ha capito subito da che parte inserire la «chiave» nonostante io gli consigliassi di metterla dall'altra parte. Ha risolto immediatamente l'arcano aggiungendo che era troppo scontato e facile metterla dritta. Aveva ragione, come ha ragione su molte altre cose!

domenica 7 febbraio 2010

Sapreste dirmi cos'è e come funziona?

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Ieri sera, con alcuni amici, ho cenato in un locale di Bajardo.
Il figlio del gestore si è avvicinato al nostro tavolo con in mano questo oggetto e ci ha chiesto cos'era consegnandolo nelle mani di mio marito.
Dopo aver guardato entrambi gli oggetti, è riuscito a capire il meccanismo...e in pochissimo tempo ha risolto il quesito.
Ora lo giro a voi, sapreste dirmi cos'è e in che modo lo si rende attivo?
L'immagine l'ho scattata con il telefonino, ieri sera ho avuto la «brillante» idea di cambiare borsa, e la mia inseparabile Canon non ci stava!
Fortunatamente la tecnologia ci mette a disposizione altri dispositivi.

OT. ho dovuto rimettere la verifica parola nei commenti, il solito anonimo ha ripreso a lasciare commenti spam.

venerdì 5 febbraio 2010

Doppio arcobaleno sopra il Castello di Dolceacqua





Queste fotografie le ho scattate questo pomeriggio alle 15 e55 a Dolceacqua.
Uno spettacolo unico, mai visto, un doppio arcobaleno.
Era immenso, con un effetto cromatico unico, ho cercato con la mia modesta Canon di riprenderlo, ho fatto del mio meglio.
Ne avete già visti di così?
Chissà quale combinazione atmosferica ha causato questo spettacolo unico!!!

mercoledì 3 febbraio 2010

A Isolabona non sappiamo a quale numero civico abitiamo!!!


Già nel novembre 2008 vi avevo parlato dell'enigma dei numeri civici, questo il post.
Da quella data sono trascorsi quasi quindici mesi, l'Amministrazione Comunale è stata «rinnovata» ma il problema persiste, con tutte le sue complicazioni.
Qualche settimana fa ho dovuto ancora una volta fare i conti con questo pasticcio, alle tre di notte ho dovuto chiamare la guardia medica, ho spiegato all'operatore dove si trova la mia abitazione, gli ho dovuto però dare il mio indirizzo compreso il numero civico, in questo caso «due».


Probabilmente durante l'operazione di trasferimento dei dati, l'operatore ha comunicato solo l'indirizzo e il primo numero civico. Il risultato è stato che sia l'ambulanza che l'auto medica si sono fermate molto prima della mia abitazione perché il numero a loro comunicato, corrisponde a una abitazione distante dalla mia circa trecento metri. Sono stata ricontattata telefonicamente, ho dovuto rispiegare l'ubicazione della mia abitazione e dopo aver perso, in questo caso tempo non prezioso, perché l'urgenza si è rivelata meno grave del previsto, lo staff medico e infermieristico ha potuto raggiungere la mia abitazione.
Un caso questo che con altri, vedi la distribuzione della posta, la consegna dei pacchi da parte dei corrieri, questa situazione mi fa sorgere per l'ennesima volta le stesse domande:

Quando l'Amministrazione Comunale porrà la parola FINE a questo PASTICCIO?
Quando potremo finalmente sapere a quale numero civico abitiamo?

Questa sarebbe una situazione da «Striscia la notizia» perché, sono sicura, che in nessun altro paese esista una confusione simile.
Voi ne conoscete altri?
So che i nostri Amministratori hanno MOLTO da fare, ma loro, non hanno mai avuto problemi?

martedì 2 febbraio 2010

Il santuario di Nostra Signora delle Grazie, forse è stata la prima scuola di Isolabona.



Questa è una delle prime pagine del libro scritto dal Girolamo Rossi dal titolo Storia del Marchesato di Dolceacqua e dei comuni di Pigna e Castelfranco, edito nel 1862.
L'ho trovato su google libri e in questi giorni ho iniziato a leggerlo.
Già dalle prime pagine ne sono rimasta affascinata. A pagina ventidue ho letto una prima descrizione del nostro borgo, è quella che segue:





Le notizie riportate sono notizie note, tranne una, quella che rimanda alla nota numero uno.
Non ne avevo mai sentito parlare, non posso però nascondervi, che mi ha incuriosito molto.
Leggete anche voi..





Forse questo vuol dire che la cappella trasformata poi nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie, questa e questa, potrebbe essere sorta con l'ottimo proposito di essere anche una scuola, forse la prima scuola di Isolabona?
Non lo so, ma la mia interpretazione è questa. Ricercare notizie sulla scolarizzazione di Isolabona è un punto che mi piacerebbe approfondire ma le fonti non sono facili da reperire, forse, questo è punto di partenza.
Cosa ne pensate?