sabato 21 novembre 2009

I Girasoli, Specie del Genere Helianthus



E' da un po' di tempo che non vi parlo di fiori. Questo che vedete l'ho fotografato a fine settembre ed è un Girasole appartenente alla specie dei Helianthus tuberosus meglio conosciuto dalle nostre zone con il nome di Topinabò. Nasce spontaneamente e abbondantemente lungo il Nervia e ci regala durante la sua fioritura, un paesaggio colorato di giallo.


Di questo girasole è commestibile il tubero, lo si può trovare facilmente sui banchi delle verdure al mercato, un tempo invece, venivano raccolti i sui tuberi e consumati duranti i pasti al posto delle patate, questi come tante altre erbe commestibili che il nostro territorio ci regala.


Il Sig. Moreschi mi ha fatto avere la scheda scientifica che come al solito è una scheda completa di nozioni botaniche, storiche ed erboristiche.
Vi auguro buona lettura di quello che sarà l'ultimo fiore del 2009.

Alfredo Moreschi scrive:

                                                         I Girasoli
                                     (Specie del Genere Helianthus)


Helianthus annuus:Girasù e Giasu a Genova, Girrasù a Bardineto, Ziraséi a Sarzana,
Helianthus tuberosus: Topinabù e Tapinambùr a Genova, Topinabò a Nava, Patata dùsse o d'America a Savona.

Il Girasole, vecchia, abituale conoscenza dei liguri non nasce allo stato spontaneo in Italia. E’ originario dell’America settentrionale, diffuso nelle pianure della maggior parte degli Stati Uniti, del Messico e del Canada meridionale, anche se per molto tempo fu creduto pianta esclusiva del Perù, nazione dalla quale provenivano i primi semi piantati nell' Orto botanico Reale di Madrid nel 1562.
Secondo le cronache del tempo, a scoprirlo sembra sia stato Hernando, il fratello del famigerato Francisco Pizarro, il quale li portò in dono al Re di Spagna Filippo II°.
Presso gli Inca, i Girasoli rivestivano il valore simbolico della sovranità rappresentando il Dio Sole disceso sulla terra; i sacerdoti li ritenevano catalizzatori  di poteri sovrannaturali perché i semi del capolino erano orientati secondo tre spirali contrapposte.
Poco tempo dopo il Girasole sbarcò anche in Italia a Padova, allora centro scientifico di grande importanza come scrive Bartolomeo Clarici: “L’abbiamo in Europa dal ricco Regno del Perù. La descrissero Nicolò Monardes e Francisco Hernandez, li primi: e dopo loro con molta acutezza il Fragoso. Fu celebre nell'Orto Botanico di questa città di Padova, dove si fece veder la prima volta in Italia, e vi crebbe, come scrive il Cortuso al Mattioli. all'altezza di centoventi palmi. Li portoghesi chiamaron con ragione questa pianta "Gigante indiano"; altri "Sol indiano", "Fior del Sole", "Crisantemo"  "Indico Elenio" ed altri differenti nomi le diedero; qual però meglio le avvegna, e che per ragione di sua figura ella la ottenne, si è quello di "Corona del Sole”.

Il Girasole è un vegetale particolarmente imponente, per l’enorme capolino inclinato circondato da uno spettacolare disco dorato e con la parte centrale, costituita da almeno due migliaia di minuscoli fiorellini tubulosi. Anche il monumentale fusto ruvido, ricco di midollo e coperto di foglie lungamente picciolate, è un altro elemento di rilievo, soprattutto per esser capace di raggiungere l’altezza di quattro metri nel breve spazio della sua esistenza annuale. I suoi capolini sono sempre rivolti al sole, anche prima di sbocciare definitivamente.
 L'Helianthus annuus è coltivato industrialmente per diversi motivi: la produzione olearia del seme di Girasole (contiene dal 6 al 14 % di acqua, dall'8 al 19 % di sostanze azotate, dal 22 al 36 % di olio grasso, dal 13 al 21 % di sostanze estrattive inazotate e dal 25 al 35 % fra cellulosa e ceneri) consente la estrazione di un olio che in peso rappresenta all'incirca il 40-50 % del seme sgusciato.
Quando viene estratto a freddo e chiarificato, può essere usato nella alimentazione umana e consentire  la preparazione di surrogati dello strutto e della margarina mescolandolo con stearina vegetale, grasso di maiale o altri grassi vegetali.

Con la pressione a freddo si ha una produzione colorata di giallo paglierino, limpido, con odore gradevole e sapore poco definito. Con quella a caldo, la produzione è più abbondante  ma l'olio si carica d’un gusto sgradevole che ne consente solo usi industriali per la creazione di vernici e colori.
I suoi semi entrano nella maggior parte dei mangimi per volatili da allevamento, ed in molte parti del mondo si servono come cibo sia freschi che arrostiti.  Il pannello, residuo della torchiatura possiede ancora tante materie oleose da rivelarsi un ottimo mangime per gli animali da stalla. Dal midollo, particolarmente abbondante nei fusti si estrae alcool  e, per macerazione, si ricavano forti fibre da cordami.
I Girasoli sono caratterizzati dalla loro veloce crescita che in pochi mesi li porta a superare i due metri, ma per mantenere il trend  necessitano di gran quantità di sostanze veicolata da altrettanta acqua.  Nelle vaste coltivazioni intensive sono migliaia gli ettolitri succhiati dalla terra tanto che in molte parti del mondo sono stati seminati in grandi quantità per bonificare i terreni acquitrinosi come è accaduto nel Canada, in Olanda e per rendere abitabili i terreni malsani intorno a Washington. I Girasoli sono importanti anche perché abbondano di sali di potassio, sfruttati attraverso la bruciatura per  produrre cenere molto fertile da spargere sui campi.
 I Girasoli, infine, sono anche una buona medicina casalinga, un vecchio rimedio campagnolo e familiare per ogni dolore di stomaco e per ogni raffreddore.
L'infuso alcolico si distilla tenendo  per un mese al sole, in bottiglia ben tappata, 100 grammi d'alcool e 50 di teneri gambi tagliuzzati.
Successivamente si filtra e si assume alla dose di due cucchiai al giorno allungati con vino bianco.
Il semplice decotto è diuretico e stimolante con ottimi risultati nei casi di pleurite essudativa: si prepara bollendo in un litro d'acqua per dieci minuti, 5 grammi di foglie tagliuzzate di Girasole e si beve a volontà.
I suoi fiori contengono due alcaloidi il faradiolo e l'arnidiolo, fitosterina, colina, betaina, resina, acido tannico, antocianina.  I semi sono formati da un olio grasso di colore giallo chiaro, lecitina, colesterina, arginina, fitina, albumina, globulina.
L'altro Girasole, subspontaneo in gran parte delle fiumare liguri è il "Topinambour", ossia l'Helianthus tuberosus conosciuto dagli inglesi come "Jerusalem Artichoke".
La storia di questo battesimo è singolare perché fu introdotto in Inghilterra, nel 1617, dove giunse tramite gli orticoltori del celebre Giardino Farnese.  A Roma la pianta era coltivata già da tempo sotto il nome orticolo di "Girasole Articiocco".
Una traduzione inglese, molto affrettata ed approssimativa trasformò in "Jerusalem" la nostra parola Girasole confermando la seconda, giustificata dal sapore del suo tubero simile a quello del Carciofo.
Infatti, l’Helianthus tuberosus o " Topinambur",  è capace di produrre un tubero molto gustoso, abitualmente consumato n tutte le tavole europee sino a quando non è stato sostituito dalla patata.
Il parente selvatico dell’Helianthus tuberosus coltivato è tuttora sconosciuto perché anche nella sua probabile patria d'origine  le forme selezionate si sono sovrapposte per spontaneizzazione.
E' successo anche nella flora italiana, dove esistono diverse varietà colturali: la prima delle quali "con tuberi a buccia rossa" è stata descritta dal botanico naturalista Fabio Colonna nel 1616, ed indicata sotto il nome botanico di "Flos solis farnesianus".
Il tubero è consumabile anche crudo, con sale e pepe, oppure cotto nell'acqua, arrostito sotto la brace ed in altre maniere per renderlo ancor più appetitoso; sono innumerevoli le ricette che lo prevedono come ingrediente.
I tuberi, del "Topinambour", usati anche in medicina, rivelano un alto contenuto d'inulina, zucchero, materie grasse, idrati di carbonio, asparagina, arginina, betaina e colina. Sono particolarmente utili nella dieta dei diabetici, agli uremici ed ai dispeptici. Una parte degli idrati di carbonio dei tuberi fornisce energia termica senza essere trasformata dal fegato in glucosio.
Il Genere Helianthus comprende più di 100 specie, per la maggior parte piante perenni, presenti soprattutto nel Nordamerica, nell'America centrale e meridionale. Le loro caratteristiche principali consistono nelle pagliette presenti sul disco, nei fiori del raggio asessuati, in quelli del disco ermafroditi, nel frutto angoloso e non alato, coronato da setole caduche. Sono piante erbacee, perenni o annuali, piuttosto grossolane nel loro abito, usualmente grandi e con altezze che variano da 1 a 4 metri.
Hanno grandi foglie, sessili o picciolate, ruvide, intere, generalmente opposte nella parte bassa del fusto  ed alterne verso l'alto. Hanno fiori prevalentemente gialli nel raggio dei capolini, spesso enormemente grandi, raggiati e peduncolati, solitario o riuniti in corimbi terminali al fusto o alle sue branche di ramificazione.
I fiori del disco sono perfetti, gialli, bruni, purpurei, violetti, provvisti di una corolla tubolare ed a cinque lembi; quelli radiali sono invece tutti neutri, con  fiori ligulati disposti su un unico, rango. L'involucro è formato da diversi ranghi di brattee; il ricettacolo è piano oppure leggermente convesso, munito di pagliette che, più o meno, avvolgono i semi, sormontati da una corona di quattro- sei pagliette, due delle quali in forma di reste.
 Sfruttandone la naturale propensione i floricoltori hanno ottenute molte razze e varietà da giardino  con fiori doppi, in cui i fiorellini tubulosi hanno più o meno acquisito la forma dei fiorellini del raggio.

Helianthus annuus L. (Annuale VI- VIII. Nasce subspontaneo presso i coltivi e negli incolti sino ai 1500m). Ha radice fibrosa e non ingrossata, un grosso fusto eretto setoloso alto più di 2 metri. Le foglie  sono picciolate, alterne, a disegno triangolare cuoriforme e bordo dentato. Il grande capolino, quasi sempre solitario, ha lunghi fiori gialli del raggio ligulati sterili mentre i centrali bruni sono ermafroditi. L'achenio nerastro e compresso ha due reste caduche.

Helianthus rigidus Desf. (VIII- IX. Nasce subspontaneo negli incolti umidi e sulle rive sino ai 500m). Ha un rizoma rossastro ed un fusto eretto, ruvido e ramoso verso la sommità, alto fino a 3 metri. Le foglie, quasi subito caduche, hanno piccioli alati, sono opposte, lanceolate, ruvide ed a bordo dentato. I capolini hanno ricettacolo cilindrico leggermente svasato, con squame nere bordate di verde; i fiori del raggio (max. 15) ligulati sono gialli, acuti o con due denti; i centrali sono bruni.

Helianthus tuberosus L. (VIII- X. Nasce subspontaneo negli incolti umidi e sulle rive sino agli 800m). Ha un grosso rizoma a fuso, fusto eretto, ispido e ramoso verso la sommità, alto sino a 2 metri. Le foglie  sono picciolate, le superiori alterne, a disegno ovato lanceolato, acuminate e con bordo dentellato. I capolini, hanno fiori del raggio ligulati e centrali gialli; l'involucro ha squame cigliate e verdi. La pianta raramente fiorisce totalmente e fruttifica.

Come raccoglierli e coltivarli.

Il Girasole e le altre specie di Helianthus debbono la loro fama, alla ricchezza spettacolare della loro fioritura.
La gran quantità di varietà prodotte dagli ibridatori e fornite dai vivaisti si prestano egregiamente sia alla produzione del fiore reciso sia alla formazione di aiuole, di macchie alte, di gruppi isolati sui prati e con le razze nane anche ai giardini rocciosi.
La sua coltivazione vuole terreni abbastanza profondi, fertili e ben irrorati ma lontano dalla calza per non far marcire la pianta.
Il Girasole si semina già a dimora  con interramento di 3-4 centimetri al massimo. Per la raccolta dei semi bisogna aspettare la completa maturazione dei capolini.
Il "Topinambour" può essere moltiplicato anche per divisione del tubero

10 commenti:

  1. Auguro una tranquilla notte al tuo bambino, mi dispiace saperlo poco bene.Auguri di una presta guarigione
    Bacioni al piccolo e alla sua mamma.

    PS Il girasole è un fiore che mi piace tanto, quel suo giallo mi incanta...il giallo, oltre il bianco sono i miei colori preferiti
    Ciao.

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  2. arrivo solo ora dopo che il mio tempo libero l'ho passato nell'uliveto!
    i girasoli sono dei fiori meravigliosi che mi incantano per forma e colore. anche quelli di tarda fioritura, quando li vedo sul greto del fiume, mi rallegrano il cuore. nel tuo post ho letto notizie molto interessanti... grazie e ...buona domenica!

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  3. La natura da te è proprio florida.
    Buon pomeriggio, Roberta!

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  4. Roberta ho scoperto che mi hanno preso immagini...

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  5. hai visto che bel giochino?
    Anche a me...pensa che si sono portati a casa una fotografia che ho scattato ai millepiedi, quelli che quando li schiacci puzzano in un modo terrificante;))
    ciao stella.

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  6. I girasoli mi piacciono moltissimo con il loro caldo colore.

    La scheda scientifica del signor Moreschei è molto interessante con le sue informazioni di carattere storico oltre che scientifico.

    I miei complimenti.

    Un augurio di pronta guarigione al tuo bimbo.

    Salutoni
    annarita:)

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  7. bellissimo questo tocco di giallo!
    sono davvero bellissimi.
    grazie dei consigli!

    Buon inizio settimana ^__________^

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  8. Anche da me il fiore cresce spontaneo lungo le rive dei fiori. Qui è conosciuto con il nome di topinembur, nome citato anche nella tua scheda. Grazie per le informazioni ulteriori, sempre interessanti.
    Auguri a tuo figlio!
    Ciao

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  9. Finalmente approdo sulla tua isola.
    Mi salverò il link e l'ascolterò con calma
    Grazie Roberta per gli auguri e per il link
    Ti abbraccio.

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