mercoledì 6 maggio 2009

Le origini della forchetta in Italia


L'altro giorno l'amico Rino di Babilonia61 ha pubblicato un post in cui si descriveva in modo molto dettagliato come si viveva nel 1400, facendo una descrizione perfetta di cosa c'era nelle case signorili e in quelle meno agiate. Leggi il post

Una frase, mi ha colpita, questa:

"A proposito, si mangiava con le dita, ricchi e poveri. Un solo coltello serviva a tagliare la propria porzione di carne, che veniva portata alla bocca con le mani. Non era ancora diffuso l’uso della forchetta."

Mi ha fatto ricordare che nel libro "La civiltà della forchetta" di Giovanni Rebora edizioni Laterza che ho letto pochi mesi fa, si fa riferimento a questo strumento che per noi oggi è uno strumento abituale per consumare i nostri pasti.
Come tutti gli oggetti del nostro quotidiano, le forchette sono indispensabili, ed è per questo motivo che ho pensato di proporvi la storia della forchetta.

Da "La civiltà della forchetta" di Giovanni Rebora edizioni Laterza

[...]
In età moderna, a partire dai primi decenni del XVI secolo, si avverte una lieve tendenza al mutamento delle abitudini ed un lento volgere verso modi alimentari nuovi.
La scoperta dell'America, insieme con l'apertura della via delle Indie da parte dei portoghesi, darà il suo contributo.
La diffusione dell'uso della forchetta sembra associata al diffondersi del consumo della pasta. Ne abbiamo una prima testimonianza nel libro di cucina compilato alla corte angioina di Napoli e, in versione latina, offerto a re Roberto d'Angiò.
Il libro fu trascritto da Marianne Moulon, Art Culinaire, lib. III.[...]

Parlando di come preparare le lasagne si scrive:
[...]
Postea comede cum uno punctorio ligneo accipiendo ( Mangia prendendo le lasagne con u npunteruolo di legno).
E' la prima citazione di uno strumento destinato a "prendere" il cibo con funzione di forchetta, ed è anche la prima associazione dello strumento alla pasta. Le lasagne scottano e sono viscide, prenderle con le dita è scomodo e doloroso: il ricettario della corte di Napoli, destinato alla biblioteca di Roberto d'Angiò, consiglia perciò un punteruolo, presto sostituito dalla forchetta negli ambienti borghesi, dove la pasta ottenne un successo straordinario.

Ma con la pasta si diffonde anche la forchetta, strumento che rimarrà circoscritto nell'area di consumo della pasta dal Medioevo almeno fino alla seconda metà del Cinquecento.
Negli inventari dei castelli illustri, appena fuori dell'area culturale mediterranea, come il castello di Challant in Val D'Aosta, figurano cucchiai e coltelli d'oro, ma nessuna forchetta (1522)
Per Braudel la forchetta datata dal Cinquecento, si diffonde a partire da Venezia, dall'Italia in generale e probabilmente dalla Spagna, in ogni caso con lentezza.
L'uso non diventa generale prima del 1750.
Montaigne la ignora, Felix Platter la segnale presto a Basilea, verso il 1590.
Un viaggiatore inglese, nel 1680, la scopre in Italia.
Per una parte del clero, poi, l'uso della forchetta era una raffinatezza scandalosa. [...]

Sulla forchetta si potrebbe scrivere ancora tanto ma mi fermo qui, penso di aver tolto gran parte della mia e spero anche vostra curiosità..

9 commenti:

  1. Grazie, Roberta.
    Hai ragione, la storia della forchetta è ben caratteristica, come del resto quella di tutti gli utensili che ancora oggi, con poche variazioni, si adoperano. Qualcuno, e hai fatto benissimo a citare il grande Braudel, asserisce che la forchetta venga dall'oriente e, addirittura, nei primi anni del 1200 vi sia testimonianza in quel di Venezia. Qualche altro è incerto... ma si sa, la storia è anche dubbio!
    In ogni modo, solo alla fine del XVIII secolo inizia a diventare oggetto accettato e comune, forse sarebbe meglio dire nel 1800.
    Grazie ancora. Una felice serata.

    Rino.

    P.s.: un bel libro in cui si possono approfondire argomenti correlati è quello di P. Ariès-G.Budy, La vita privata, dal feudalesimo al Rinascimento, ed. Laterza.

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  2. d'ora in poi, quando prenderò la forchetta per mangiare, ricorderò quanto letto e..., che non sapevo!
    mi hai fatto ricordare che mia bisnonna, in campagna, usava le forchette ricavate dalle canne. a casa, invece, le aveva di ottone.

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  3. Che le mani fossero "le posate del re" sino a tempi relativamente recenti, lo sapevo, ma non sapevo esattamento quando è iniziato l'uso...anche oggi ho imparato qualcosa!

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  4. Bello questo post! Tempo fa, a scuola, abbiamo condotto uno studio trasversale alle discipline sull'alimentazione e non si poteva trascurare la "forchetta".

    E'emerso che l’uomo ha sempre capito l’importanza di un utensile per “infilzare” il cibo e proprio per questo motivo la storia della forchetta si perde nella notte dei tempi, addirittura nel periodo preistorico.

    C'è da precisare che, inizialmente, l'uomo primitivo usava la forchetta non come utensile da tavola, bensì come rudimentale bastone biforcuto per girare le carni sul fuoco.

    L’uso della forchetta, da intendere più come un forchettone, si è poi trasmesso anche alle popolazioni posteriori arrivando fino ai Romani, presso cui non compariva sulle mense, ma serviva come strumento ad un apposito ufficiale di cucina, lo “scissor”, il quale aveva il compito di tagliare le carni e servirle agli ospiti con questo attrezzo che veniva chiamato “lingula” o “ligula”.

    Fu solo nel 1003 che la forchetta da tavola fece la sua comparsa in Italia quando la principessa bizantina Maria, nipote di Costantino VIII, andò in sposa al Doge Orseolo II di Venezia, portando con sé le raffinate usanze conviviali della corte di Bisanzio.

    Sembra che nel 1483 Lorenzo il Magnifico commissionasse la forchetta come regalo di nozze per il matrimonio di Nastagio degli Onesti.

    Dalla corte medicea l’uso della forchetta fu diffuso in Francia da Caterina de’ Medici.

    Il suo uso era considerato un lusso e creò non pochi problemi da parte della Chiesa che lo disapprovava.

    Fu solo nel 1700, infatti, che le autorità ecclesiastiche ripresero in esame questione dell’infernale strumento.

    In seguito la forchetta si diffuse alla borghesia e al popolo ed allo stesso tempo si crearono nuove forme e nuove dimensioni, diversificandole a seconda dell’utilizzo fino ad assumere sempre più la moderna forma attuale.

    Hai ragione, Rob, ci sarebbe molto da scrivere perché la storia della forchetta, come di altri utensili, accompagna la storia dell'uomo.

    baci
    annarita

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  5. Ostregheta, complimenti per il post e anche a chi ha dato il proprio contributo. Adesso conosco le origini di quello che mi metto in bocca. Mao

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  6. Sono una buona forchetta!

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  7. Venezia si distingue sempre..noi la chiamiamo "el piron" in diletto.
    Buona serata

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  8. Che post simpatico e originale! ma grazie!
    un saluto

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  9. curiosissimo...e interessante....sai che se tutto va bene andremo a vedere una splendida villa antica...dove un gruppo di studio teatrale ci racconterà come si viveva nel '700...un abbraccio

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